Ossessionato dalle minorenni, il Washington Post accusa Woody Allen

L’inchiesta del giornalista Richard Morgan

Washington post accusa woody AllenROMA – Misogino e ossessionato dalle minorenni. È questo l’identikit che il giornalista del Washington Post, Richard Morgan, fa di Woody Allen. Il freelance ha aperto il vaso di Pandora, analizzando 56 scatoloni di carte che il regista ha donato alla biblioteca dell’Università di Princeton. Copioni mai realizzati, sceneggiature e appunti che sembrano confermare quello che, per anni, è stato più di un sospetto.

I “Woody Papers”

Quelli che ormai sono stati rinominati “Woody Papers” rivelano “ripetutamente la sua misoginia. Lui, che è stato nominato per 24 Oscar, non ha mai avuto bisogno di altre idee per i suoi film, oltre a quella dell’uomo lascivo e della sua bella conquista: è un concetto attorno al quale ha girato film a Parigi, Roma, Barcellona, ​​Manhattan, su giornalismo, viaggi nel tempo, rivoluzione comunista, omicidio, romanzi, cena del Ringraziamento, Hollywood e molto altro. Perché su quell’idea ha fondato la sua carriera”.

L’uomo adulto e l’attenzione per le minorenni: “C’est moi”

Le sceneggiature, definite da Morgan “freudiane”, si attengono quasi religiosamente a una formula: una relazione sull’orlo del fallimento viene gettata nel caos dall’arrivo di una giovane donna. L’oggetto del desiderio dell’uomo adulto e a volte maturo dei racconti hanno età variabile tra i 16 e i 18 anni. Ne è esempio la 17enne di “Consider Kaplan” di cui si innamora il vicino 53enne mentre si trovano insieme in un ascensore di Park Avenue. In una bozza per il New Yorker del 1977, invece, un 45enne è affascinato dalle studentesse del City College di New York. A margine del dialogo, Woody scrive, e poi cancella, le parole “c’est moi”, sono io.

Le molestie alle attrici

Secondo quanto scritto da Morgan, Allen, però, non si ferma alle fantasie messe in scena tramite i suoi alter ego. Si parlerebbe anche di molestie alle attrici protagoniste dei suoi film. In una sceneggiatura, il regista avrebbe scritto: “Ho tirato fuori il contratto dalla mia tasca, l’abbiamo firmato, ma non prima di averle parlato dell’obbligo sessuale che aveva, che ha fatto parte del lavoro di ogni attrice che ha lavorato con me. Presto si abituò ai miei modi”.

In una falsa intervista, ha scritto anche di Janet Margolin (attrice morta nel 1993) che ha avuto un ruolo in Annie Hall e Take the Money and Run: “Occasionalmente sono stato costretto a fare l’amore con lei per ottenere una performance decente. Ho fatto quello che dovevo, ma in modo professionale”. Sul set di “Manhattan”,  infine, Allen rubò il primo bacio all’allora sedicenne Mariel Hemingway. Al momento non c’è riscontro su quanto scritto. Le carte restano, quindi, per ora, appunti di fantasia. Non processabili.

Al momento Woody Allen o i suoi portavoce non hanno rilasciato nessun commento riguardo la faccenda. L’82enne parlò di molestie solo una volta, all’indomani dello scoppio dello scandalo Harvey Weinstein. Alla BBC, commentò parlando di “atmosfera da caccia alle streghe”, dove “ogni uomo in un ufficio che fa l’occhiolino ad una donna sarà subito chiamato a rapporto da un avvocato”. Tra l’altro Allen, che negli anni Novanta è stato accusato da una figliastra Dylan di averla molestata e che ha poi sposato l’altra figliastra Soon-Yi, è il padre biologico di Ronan Farrow, il giornalista che ha fatto lo scoop su Weinstein per il New Yorker.

Rose McGowan: “Finalmente è stato smascherato”

Tra le prime a commentare, invece, c’è Rose McGowen, tra le attrice ad aver subito violenza da Harvey Weinstein. Su Twitter l’attrice di Streghe ha scritto: “Woody Allen finalmente è stato smascherato. ‘Ha mascherato il crimine da arte'”.