Cambiare fila non ci fa risparmiare tempo, anzi…

cambiare filaROMA – Gli scienziati della Harvard Business School sono riusciti finalmente a dare una risposta alla fatidica domanda: conviene cambiare fila?

Iniziamo col dire che a spingerci al cambio di fila è la nostra posizione in coda e non la velocità di chi sta davanti a noi.
L’esperimento prevedeva un periodo di osservazione in un grande negozio di alimentari e, in seguito, una ricerca online svolta come studio comportamentale nella quale i volontari sono stati lasciati “attendere” in code virtuali prima di poter rispondere ad alcuni quesiti. Un partecipante su cinque, quando si trovava ultimo nella coda, si è spazientito e ha voluto cambiare, quasi sempre perdendoci.

Infatti, secondo i ricercatori, le persone che si trovano in fondo alla coda hanno quattro volte più probabilità degli altri di abbandonare la fila, e due volte più probabilità di spostarsi in una fila a fianco, anche se quasi sempre, così facendo, impiegheranno più tempo. La decisione iniziale sulla coda in cui inserirsi è infatti sempre motivata razionalmente, mentre quella di cambiare è compiuta quasi sempre senza ulteriori informazioni, soltanto per il fastidio di trovarsi ultimi.

I risultati hanno dimostrato che mediamente cambiando fila si impiega il 10% in più di tempo rispetto a chi rimane al suo posto, chi la cambia per due volte rischia di impiegare il 67% di tempo in più. Ryan Buell, autore della ricerca, è giunto a queste conclusioni dopo aver collaborato con alcuni economisti in tema di last place aversion, cioè il senso di disagio che si prova quando ci si considera in fondo alla scala sociale per una qualsiasi ragione. Le code offrono un contesto perfetto per studiare queste dinamiche.

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