Liceo quadriennale, al Salvini di Roma presentato il percorso sperimentale

Unico liceo statale nel Lazio che è entrato a far parte della sperimentazione nazionale che coinvolgerà 100 scuole in tutta Italia

liceo quadriennaleROMA – Al liceo per 4 anni ma con lo stesso monte ore di chi ne fa cinque. All’istituto Salvini di Roma è stato presentato questa mattina il percorso quadriennale sperimentale del liceo scientifico.

Unico liceo statale nel Lazio che è entrato a far parte della sperimentazione nazionale che coinvolgerà 100 scuole in tutta Italia a partire dal prossimo anno. Il Salvini intende offrire un percorso innovativo che non è una “semplice riduzione degli anni di scuola – ha sottolineato il dirigente scolastico Roberto Gueli – ma è una modifica strutturale del l’impostazione didattica”.

Da martedì prossimo, potranno iscriversi gli studenti interessati a patto che non siano anticipatari; per legge infatti chi ha fatto la “primina” non potrà accedere alla sperimentazione. Coloro che si iscriveranno dovranno poi sostenere un test d’ingresso che si terrà il 10 febbraio.

I docenti nel corso della presentazione hanno spiegato che si tratterà di un percorso scolastico “basato sull’interdisciplinarietá, sulla trasversalità dei contenuti, sulla metodologia clil fin dal primo anno, ovvero lo studio di tre discipline in lingua straniera”.
Una delle novità di questo indirizzo è l’utilizzo di una piattaforma didattica attraverso la quale i ragazzi svolgereanno dei test di autovalutazione che li aiuteranno ad individuare in itinere il livello raggiunto.

Gli obiettivi della sperimentazione sono la valorizzazione delle potenzialità individuali,  fornire ai ragazzi le competenze per entrare in un mondo che richiede flessibilità e adattabilità ma anche competenze sociali, civiche e imprenditoriali.
In tutti e quattro gli anni ci sarà un’orientamento continuo anche grazie all’introduzione della figura del docente tutor che seguirà costantemente un piccolo gruppo di studenti per sostenerli e aiutare anche le famiglie.

Un percorso diviso in due bienni

Il percorso scolastico sarà diviso in due bienni: uno iniziale in cui si lavora sulle competenze di base e l’organizzazione del tempo scuola sarà organizzatl in modo diverso. L’anno scoalstico sarà suddiviso in due quadrimestri durante i quali ci saranno alcune materie con didattica potenziata e altre invece introduttive o di recupero. Ad esempio nel primo anno l’italiano sarà approfondito per far sí che gli studenti siano in grado di comprendere bene testi complessi come quelli scientifici. Alla fine di ogni quadrimestre ci saranno le prove di verifica: per una settimana si fermerà la didattica e verranno fatte le prove per tutte le discipline.

Ampio spazio sará dato alla didattica laboratoriale e nel primo anno – considerando l’impegno richiesto – le ore di educazione fisica saranno quattro invece di due ma svolte in lingua inglese. Dal secondo anno verrà introdotto l’insegnamento di Educazione alla Cittadinanza e all’Europa; mentre al terzo anno accanto a filosofia ci sarà l’ora di Etica. Nell’ottica della trasversalità ci saranno anche ore in compresenza.

L’esame di maturità

L’esame di maturità sarà lo stesso di coloro che frequentano il percorso tradizionale in cinque anni e anche per l’alternanza scuola lavoro resta l’obbligo delle duecento ore, per questo verrà svolta nel periodo estivo prediligendo percorsi all’estero così da sviluppare anche le competenze linguistiche.

Dunque, assicurano i docenti, non ci saranno sconti per chi sceglie il percorso in quattro anni, anzi l’impegno richiesto é davvero grande a partire dall’orario settimanale.

Il lunedì ad esempio si entrerà alle 8 e fino alle 13 ci sarà lezione, poi dalle 13 alle 14 ci sarà la pausa e i ragazzi potranno anche uscire da scuola. Si rientrerà alle 14 e si starà in classe fino alle 17. Il pomeriggio sarà dedicato sopratutto alle attività laboratoriali. Dal martedì al venerdì invece l’uscita sarà alle ore 16. Il quarto anno invece tre volte a settimana gli studenti usciranno alle 14.

“È pieno di gente oggi e questa – hanno detto alcuni docenti – é la dimostrazione che la gente vuole l’innovazione”. Una proposta piaciuta anche ai genitori presenti nonostante la preoccupazione per l’impegno richiesto e la presenza a scuola fino al pomeriggio.