Anche YouTube e Spotify nel conteggio per il Disco d’oro

I play verranno contati al pari dell’acquisto

youtube e spotify disco d'oroROMA – Dall’1 di febbraio cambiano le regole per la vincita del Disco d’Oro. Per la conquista dell’ambito riconoscimento ora conteranno anche le “play” da YouTube a Spotify, che verranno calcolate alla pari della vendita di un cd. Così vi sarà la possibilità di vincere un Disco d’Oro anche solo con lo streaming ad esempio.

L’aumento dei “play” su Spotify, YouTube, Vevo e Apple Music entrano quindi a pieno titolo fra i parametri per l’assegnazione del Disco d’Oro e di Platino negli USA. L’annuncio che la Recording Industry of America conterà i dati dello streaming per la premiazione con il Gold e Platinum Disc è l’occasione per riflettere sui successi commerciali della musica più popolare,  andando a valutare l’ascolto effettivo di quel brano.

Un cambiamento dettato poi dal fatto che negli ultimi anni sempre più persone hanno smesso di pagare per scaricare un brano o addirittura di comprare fisicamente un album e hanno iniziato a consumare musica in streaming su piattaforme come Spotify, YouTube e Apple Music.

Il cambio delle regola per la metrica di valutazione della RIAA significa che l’utente può spingere un album verso la vincita di un Disco d’Oro o Platino. Finora un Disco d’Oro era calcolato come 500.000 copie vendute nei negozi o su piattaforme come iTunes, mentre per il Platino ne servivano un milione.

1.500 play: 10 vendite

Potrebbe sembrare piuttosto semplice sapere come l’industria della musica riconosce il successo di un brano o album, ma ci sono alcuni dettagli importanti da notare al fine di comprendere appieno come un album diviene Disco d’Oro, da adesso in poi. Da oggi l’equivalente sarà: 1.500 “play” Spotify o YouTube ecc… equivalgono a 10 vendite di tracce e 1 vendita di album.

Se il calcolo è “equo”, non potremmo mai saperlo, ma quello che è chiaro è che questi premi, passeranno da essere un punto di riferimento semplice e chiaro ad essere più approssimativi in quanto l’aumento di “play” su Spotify possono essere oggi facilmente acquistati per aiutare la commercializzazione del brano online.

I premi del Disco d’Oro e di Platino sono sempre stati l’idea del successo musicale per tutti gli artisti, come un riconoscimento per il duro lavoro e il programma si è sempre adeguato all’evoluzione del mercato musicale, dal vinile, ai download, fino allo streaming. Non a caso si è rilevata una crescita dell’80% dei servizi streaming musicali tra il 2014 e il 2015, che superano anche i download con un 57% rispetto ad un 43%.

I servizi inclusi in questa nuova metrica

Quali servizi saranno inclusi in questa nuova forma di metrica? Ci sono in realtà diverse dozzine di servizi che faranno parte di questa nuova metodologia, e ci sono anche molti diversi tipi di servizi. La RIAA accetterà “play” da piattaforme video come YouTube, così come siti on demand come Spotify e simili.

L’elenco dei servizi inclusi in questo nuovo sistema di certificazione è troppo lungo per essere elencato, ma include opzioni popolari come Beatport, Amazon Prime Music, Deezer e così via. Non include servizi radio come Pandora e iHeartRadio, in quanto tali piattaforme, non consentono alle persone di scegliere la canzone che vogliono, ogni volta che vogliono. L’elenco include anche alcuni siti e app strani, come Hulu, Flipagram, nonché negozi ben visitati come Target TGT, Kmart e Walmart.

Questi potrebbero non essere i primi posti in cui si andrebbe a comprare o suonare musica, ma le canzoni e gli album hanno un posto in tutte queste piattaforme, quindi contano per il consumo totale della musica di un artista.

Diversi servizi operano poi in diversi paesi, a seconda di una serie di fattori. Alcune aziende non possono ottenere le licenze necessarie per lavorare in altri territori, mentre alcune semplicemente non sono ancora riuscite ad espandersi a livello globale.

Solo gli stream consumati negli Stati Uniti valgono per la certificazione di un album, quindi non tutte le visualizzazioni di YouTube o Spotify sono incluse. Una manciata di titoli ha già beneficiato di questa nuova struttura, e nei prossimi mesi ci saranno molti altri album che saranno certificati, nonostante non abbiano effettivamente venduto una certa quantità di copie.

Play aumentatati artificialmente

Detto questo, in quanti sanno oggi che se un’artista vuole, e ne ha possibilità, può aumentare artificialmente i “play” delle proprie canzoni su Spotify, attingendo ad un mercato “parallelo” impiegato dai musicisti per promuovere un brano o un album. Basta farsi un giro su siti come marketing-seo.it/spotify per capire che un artista può comprare “play” su Spotify alla luce del sole, e da oggi magari vincere anche un Disco d’Oro o addirittura di Platino, anche senza alcuna notorietà.