Eccesso legittima difesa? Per i romani serve una modifica

Il sondaggio condotto dal liceo Cannizzaro di Roma in alternanza alla Dire

ROMA – A favore di forme di sicurezza esercitate in forma privata e della modifica dell’articolo del codice penale che regola l’eccesso di legittima difesa. E’ questo il ritratto dei romani che emerge dal sondaggio condotto su un campione di intervistati dagli studenti del liceo statale ‘S. Cannizzaro’ di Roma impegnati nel programma di alternanza scuola-lavoro nella redazione del portale diregiovani.it.

E’ dello scorso 10 febbraio la notizia del ladro ucciso a Frattamaggiore, nel napoletano, dal titolare della gioielleria che aveva subito nella serata una rapina. Luigi Corcione, questo il nome del commerciante, e’ stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo da eccesso di legittima difesa. Una vicenda controversa, in seguito alla quale si e’ aperto un dibattito pubblico.

Tra le voci, anche quella del leader della Lega Nord Matteo Salvini, che, intervenendo alla trasmissione televisiva Mattino Cinque, ha ribadito la necessita’ di modificare l’articolo del codice penale che prevede l’eccesso di legittima difesa. Una vecchia battaglia, per l’uomo di punta del Carroccio, che, per mano del deputato Nicola Molteni, deposito’ nel 2015 in Parlamento una proposta di legge per l’abolizione del reato.

Ma cosa ne pensano gli italiani? Dalle interviste condotte su un campione di romani, molti confessano che avrebbero reagito come il gioielliere. La maggior parte e’ favorevole alla modifica dell’articolo che regola l’eccesso di legittima difesa, mentre qualcuno ancora crede che debba “esistere un limite” alla difesa personale. Piu’ forze dell’ordine, secondo gli intervistati, aiuterebbero a tenere sotto controllo la situazione, ma c’e’ anche chi non disdegna l’uso di un’arma per la difesa personale. Secondo alcuni, sono i cittadini ad essere chiamati “a creare la situazione favorevole al nostro esterno, creando una societa’ vivibile”, in modo da non sentire la necessita’ di “doversi difendere”.