lowlow, un successo senza fine per il suo Ulisse

lowlow, un successo senza fine per il suo Ulisse

Dopo aver superato i 30 milioni di views su YouTube, il brano certifica il secondo platino

lowlow ulisseROMA – Non si ferma il successo di “Ulisse”, il singolo d’esordio di lowlow contenuto nell’album “Redenzione” che continua a collezionare risultati importanti. Dopo aver superato i 30 milioni di views su YouTube, “Ulisse” certifica il secondo platino, un risultato eccezionale per un singolo che ha viaggiato unicamente sul web.

“Ulisse” è un brano che non può lasciare indifferenti, di eccezionale impatto emotivo, rappresentazione esplicita di come si può essere indotti ad usare violenza spinti dall’ipocrisia del sistema, ma anche metafora di un malessere generazionale e di un torpore che lowlow tenta provocatoriamente di scuotere non solo nei suoi coetanei. “Nelle mie canzoni parlo quasi esclusivamente di Me, il resto lo conosco poco. Niko sono Io, con più senso pratico in un altro mondo in cui non esiste il Rap per sfogarsi – racconta lowlow – Certe volte la rabbia ti trasforma, la paura diventa forza e lasci andare tutte le emozioni, ti esprimi e non importa quanto drammatiche saranno le conseguenze. Tratto da una Storia non Vera”.

Presto il nuovo album

lowlow è attualmente al lavoro sul suo secondo album la cui uscita è prevista per il 2018 che si comporrà, singolo dopo singolo, come una playlist. I brani già usciti sono “Incompleti” e “Sbagliato” con RIKI nato con tutta la spontaneità di un incontro tra due ventenni che decidono di voler condividere qualcosa. E per farlo hanno scelto di raccontare una storia difficile e “scomoda”, quella di Clara, un’adolescente che rimane incinta del suo ragazzo che, per questo, la abbandona. In questa collaborazione  le rime dissacranti, quasi violente nel loro essere dirette e incisive di lowlow incontrano la scrittura pop e generazionale di RIKI e il risultato è potentissimo.

lowlow

Romano, classe 1993, vero nome Giulio Elia Sabatello, lowlow è cresciuto con i miti di Eminem e Muhammad Alì e ha esordito a soli 13 anni sulla scena romana distinguendosi nelle gare di freestyle. Dopo i successi con Honiro Label e la partecipazione, insieme a tutti i pesi massimi della scena italiana, alla colonna sonora del film Zeta di Cosimo Alemà, con il pezzo La solitudine del numero 1, lowlow è il primo rapper ad entrare nel roster Sugar. A gennaio 2017 pubblica il suo album d’esordio “Redenzione”.

A settembre 2017 pubblica con Mondadori “Tutti zitti devo dire una cosa”. Grazie alle produzioni firmate da Fausto Cogliati, rispetto alla prima parte della sua carriera, c’è un netto salto di qualità nella scrittura: lowlow parla alla sua generazione, a cui dà voce, ma si fa capire bene anche dal pubblico adulto, caratteristica non così scontata.

lowlow porta il linguaggio del rap su un altro livello in cui la schiettezza non si affida semplicemente al gergo ma rimpasta riferimenti “alti” e “bassi” di un bagaglio culturale composito come può esserlo quello di un ragazzo cresciuto negli anni duemila.