Simone Spirito il cantautore che non vuole “perdersi”

“Eppur Simone” otto canzoni tra cantautorato e influenze d’oltreoceano

simone spiritoNapoli – “E’ questo un disco più maturo rispetto ai lavori precedenti ma anche perché nel corso della sua realizzazione sono invecchiato”. Ironizza così, nel corso dell’intervista a Diregiovani, Simone Spirito parlando del suo album ‘Eppur Simone’. Un disco, otto canzoni “più una traccia nascosta”, nate “in periodi diversi della mia vita.  È stato, insomma un lungo cammino che mi ha portato alla realizzazione di questo Lp e di cui sono molto contento”, sottolinea Spirito mostrando con orgoglio alla telecamera il cd.

Simone Spirito il cantautore che sognava “la pelle nera”

Brani dalla chiara matrice cantautorale ma che, grazie alle doti canore del cantautore e alla sua vena ironica e pungente nello scrivere i pezzi, spaziano dalla melodia tipica della canzone d’autore italiana a quella rockeggiante ed europea. Diviso tra Napoli e Roma, sia per lavoro che per formazione artistica, Simone Spirito è paragonato ai cantautori e agli interpreti più vari. Dai classicissimi partenopei Alan Sorrenti e Nino Buonocare agli italianissimi Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Federico Zampaglione.  

Ma il sogno di Simone Spirito, quello che pervade tutto il disco, è un altro. “Il mio sogno era quello di essere di “colore” nel senso proprio del termine. Ho un amore particolare per tutto ciò che riguarda la musica e le influenze americane”. Ecco perché “ho cercato di dare anche un gusto particolare ai brani. Canzoni che non sono per forza cantautorali a 360 gradi, cioè fatti solo di chitarra e voce”.

Simone Spirito e la vena artistica con il “pollice verde”

Il brano che apre l’Lp, accompagnato dal video del regista Alessandro Freschi, è “La canzone dell’imbelle”. Quella in cui il cantautore si riconosce di più è però “Annaffio le mie piante”. Un brano dove si riconosce con più facilità quella “comunione tra ironia e malinconia” che meglio lo rappresenta.

Un brano nato una sera d’estate, spiega, “osservando la gente che parlava e camminava sotto casa. La guardavo da questo piccolo balconcino, che si affaccia su una strada del centro storico di Napoli, di notte mentre annaffiavo le 3 o 4 piante che ho a casa mia. Da questo incipit, da questa immagine, sono partito per la realizzazione della canzone. Un brano che attraversa un po’ tutto quello che sono stati gli ultimi 2-3 anni della mia vita”. Una canzone intimista e a cui è più affezionato ma ognuno, sottolinea ancora Spirito, “può trovare la propria canzone proprio perché ho composto un disco abbastanza variegato”.

Simone Spirito quando una sola vita artistica non basta

Attore (dal film “Il resto di niente” per la regia di Antonietta De Lillo, alle serie televisive “Un posto al Sole” e “La Squadra”) musicista, paroliere e cantautore, Simone Spirito non lascia nulla di intentato nella sua carriera artistica.  Al momento, però, è la musica la sua “compagna” ideale. Nel periodo – confessa -, della “mia vita in cui facevo l’attore in quello che mi proponevano non mi sentivo a mio agio soprattutto nel fare determinati tipi di personaggi” con la musica invece “posso avere un approccio più personale”. Ma nulla è precluso.

“Se mi dovessero proporre delle ‘scritture’, se avessi la possibilità di decidere, le valuterei perché quello dell’attore resta un mestiere comunque affascinante”. Aspettando proposte teatrali o cinematografiche Simone pensa già al suo tour estivo, quello che porterà “Eppur Simone” in giro per le piazze italiane, “delle date già confermate non dico ancora nulla per scaramanzia”, e alle canzoni che sta preparando per settembre quando incomincerà a prendere corpo il suo nuovo disco, la sua nuova avventura “perché chi si ferma è perduto e io non voglio perdermi”.