Olimpiadi di italiano, ecco i campioni medagliati a Firenze

FIRENZE –  Sono Paolo Valenti, del liceo scientifico Copernico di Brescia, e Gaia Bortoluzzi, dell’istituto superiore Marconi di Conegliano, i vincitori senior e junior delle Olimpiadi di italiano del 2018 dedicate agli studenti delle scuole superiori.

Alle loro spalle, per l’area senior Samuele Dotta, del liceo Peano-Pellico di Cuneo e Giorgio Sciamanna, del liceo classico Leopardi di Spinetoli; Livia Racanella, del classico Gualterio di Orvieto e Camilla Cozzi, del liceo classico Pascoli di Gallarate, si sono classificate rispettivamente seconda e terza nella categoria junior.

Erano oltre 60.000 gli studenti ai blocchi di partenza di questa sfida individuale. A Firenze, per le finalissime, sono arrivati 84 ragazzi e si sono sfidati a colpi di analisi del testo, riassunti, scrittura creativa sulle orme di Italo Calvino, argomentando anche sul tema delle baby gang. A Palazzo Vecchio poi, nel salone dei Cinquecento, la proclamazione dei vincitori con la consegna delle medaglie ai campioni. Sul podio, spiega il ministero dell’Istruzione che ha organizzato le Olimpiadi (sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con la collaborazione dell’Accademia della Crusca e del Comune di Firenze), sono andate le ragazze e i ragazzi che hanno dimostrato la migliore conoscenza e padronanza della lingua italiana.

Premi anche per i senior e junior delle scuole estere: Kristi Nika, della scuola Italiana di Atene e Filippo Milani, del liceo Honore’ De Balzac di Parigi. Assegnati inoltre i premi senior e junior di licei, istituti tecnici e professionali. E qui, nella categoria licei, e’ arrivata la doppia premiazione per Valenti e Bortoluzzi. Le medaglie poi sono finite al collo di Riccardo Gianfelici, dell’Itt Divini di San Severino Marche; a Giacomo Gabaldo, dell’educandato San Benedetto di Montagnana; a Mariagrazia Losurdo, dell’istituto Garrone di Barletta e a Sara Gava, dell’istituto Marco Fanno di Conegliano.

In totale alle Olimpiadi di italiano hanno partecipato 60.300 studenti, piu’ del doppio rispetto a tre anni fa (nel 2015 furono 24.920). Anche per questa edizione le ragazze sono risultate piu’ numerose dei ragazzi (37.338 e 22.962). Un rapporto, pero’, che si e’ invertito nell’accesso alla finalissima: 48 a 36 per i ragazzi. Campania, Puglia, Lombardia e Veneto le regioni piu’ rappresentante rispettivamente con 8.079, 7.147, 6.220 e 5.560 concorrenti. Mentre Veneto, Marche e Puglia quelle con piu’ partecipanti alle finali. Cresce, infine, l’adesione delle scuole e delle sezioni italiane all’estero: 556 gli iscritti contri i 430 nel 2017). A valutare gli elaborati e’ stata la giuria presieduta da Giuseppe Patota e composta da: Massimo Arcangeli, Adriano Colombo, Giorgio Graffi, Carla Marello, Sergio Scalise, Silvia Tatti, Andrea Zancanaro (vincitore del Campiello giovani 2017).

FEDELI: LINGUA È CITTADINANZA E UNITÀ

“La lingua e’ identita’, unita’, e’ strumento fondamentale per una cittadinanza reale, piena. Lingua e cittadinanza sono un binomio inseparabile. Non c’e’ cittadinanza se non c’e’ padronanza della lingua. E non c’e’ crescita e partecipazione di ciascuno di noi se non c’e’ conoscenza della lingua. Ricordatelo sempre”. Lo sottolinea il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli nel messaggio inviato. “Crediamo molto in queste Olimpiadi”, aggiunge, perche’ “questa competizione e’ una straordinaria occasione per approfondire e valorizzare la conoscenza della nostra lingua, attraverso una manifestazione ricca, articolata, capace di valorizzare e rendere protagonisti voi ragazze e voi ragazzi”. Ai nastri di partenza, continua il ministro, “eravate in 60.300, piu’ del doppio rispetto a soli tre anni fa. Un numero record, un primato che ci riempie di gioia e di soddisfazione”. Poi, rivolgendosi agli studenti: Voglio fare i complimenti innanzitutto alle vincitrici e ai vincitori di questa competizione. Ma permettetemi di allargarli anche a tutte e tutti coloro che hanno partecipato alle selezioni, arrivando sino in finale: siete i portabandiera della nostra lingua e partecipando cosi’ numerosi avete dimostrato di amarla profondamente”. A loro il ministro affida un messaggio: “Portate in alto la nostra lingua, siatene orgogliosi ambasciatori”.

VINCITORI POCO SOCIAL TRA FUTURO E LAVORO

“Ho una passione per la politica, da sempre. Finito il liceo mi piacerebbe studiare scienze politiche in Francia. La c’e’ una tradizione abbastanza radicata”. Paolo Valenti, il vincitore della categoria senior delle Olimpiadi di Italiano, ha 18 anni e guarda al futuro con idee chiare. Lo studente del liceo scientifico Copernico di Brescia, pero’, non ha intenzione di unirsi all’esercito dei cervelli in fuga: “Restare all’estero? Sono legato alla mia citta’, l’obiettivo e’ quello di tornare. Pero’ studiare all’estero e’ un’opportunita’ che ritengo importante per la mia crescita”. Certo, se il ragionamento si sofferma sugli sbocchi professionali “il panorama non e’ tra i piu’ rosei. Pero’ sono convinto che dandosi da fare si possono raggiungere grandi risultati, nonostante le difficolta’ che indubbiamente ci sono. Tendo all’ottimismo, ho piu’ speranza che preoccupazione”. Il campione 2018 in italiano- che ha “una musicalita’ che altre lingue non hanno”- veleggia sul 9 in pagella e da tre anni scrive sul giornalino della scuola: “Sono condirettore”, precisa. Legge riviste di geopolitica, si informa soprattutto grazie ai giornali online. Ha l’hobby della cucina, “soprattutto la pasticceria”. Dell’arte: “Il fatto che mi abbiano premiato qui”, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, “e’ fantastico”. Ha Facebook ma non lo usa con assiduita’: “Lo sfrutto per tenermi aggiornato visto che molto spesso le notizie passano prima sui social che sui quotidiani”.

Al fianco di Paolo, Gaia Bortoluzzi, la campionessa nella categoria junior che arriva dal Marconi di Conegliano. Quattro anni di meno e, inevitabilmente, un orizzonte piu’ sfumato sul domani: “Non ho idea di cosa faro’ dopo la scuola, da grande”. Mamma insegnante, padre ingegnere, non ha Facebook e non ama i social (“uso solo WhatsApp”) perche’ “non ne sono attratta, non mi interessano”. Quattordici anni e dallo scorso ottobre ha il suo primo cellulare “non proprio di ultimissima generazione. Prima avevo quello vecchio di mio papa’, ma solo per le emergenze”. Non fa molto sport, passa il tempo libero leggendo e suonando il pianoforte che ha iniziato a studiare a 6 anni, in prima elementare. “Leggo un po’ di tutto, ma non i saggi. Il mio stile preferito e’ quello dei romanzi di inizio ottocento”. Fare la pianista da grande? “Potrebbe essere un’idea”. E visto che a far da cornice alle Olimpiadi ci sono state le “Giornate della lingua italiana”, dedicate ai 70 anni della Carta con il tema “Lingua della Costituzione”, la vincitrice sfiora l’attualita’ politica lanciandosi in un pensiero sui padri costituenti: “Nonostante ci fossero partiti e schieramenti totalmente diversi, sono riusciti lo stesso a mettersi d’accordo, a trovare un territorio comune”.

C’e’ poi Samuele Dotta, del liceo classico Peano, seconda piazza nella classifica generale della categoria senior: “Dopo il liceo? Vorrei fare l’economista o il matematico e mi piace la figura dell’ingegnere. Anche la matematica e’ una lingua, piu’ o meno resto sempre in questo ambito”. Pragmatica quanto asciutta nel rispondere allo stesso quesito Sara Gava, la prima classificata nella sezione junior per i professionali, sempre di Conegliano ma dell’Iiss Marco Fanno: dopo la scuola “vorrei lavorare, trovare subito un lavoro”. Al Marconi di Conegliano, parla il professore di italiano e latino Tobia Donadel che ha accompagnato la campionessa Gaia Bortoluzzi, “sono stato studente prima ancora di insegnare. Le Olimpiadi oltre a dar lustro alla materia, sono anche un banco di prova per i ragazzi e, sul piano delle verifiche, per noi docenti: la vittoria dello studente, infatti, da’ conferme al nostro lavoro”. Prima della cerimonia di premiazione, Giovanni Maria Flick, l’ex ministro della Giustizia ed ex presidente della Consulta, ha tenuto ai ragazzi una ‘lezione’ sulla Costituzione. Flick ha posto l’accento sul linguaggio semplice, diretto, immediato della Carta, a differenza del “politichese, che rende difficili le cose facili attraverso formule inutili”. La Costituzione, ha continuato, “non e’ un documento del passato, ma e’ soprattutto un progetto sul futuro. Il tripolarismo di oggi c’era anche allora, ma quel tripolarismo seppe costruire un testo che e’ durato gia’ 70 anni, un capolavoro”. Un testo, ha concluso, “che resta attuale ma ad una condizione: mettere in pratica quello che ancora non e’ stato attuato”.