#tivogliobene, liceo ‘Dolci’ di Palermo chiede stabile confiscato

Il preside: “L’intervento del sindaco potrebbe essere determinante”

PALERMO – Si combatte a colpi di hashtag la campagna del liceo Danilo Dolci di Palermo per ottenere la gestione di spazi confiscati alla mafia. Ma e’ il bene ad essere protagonista dell’iniziativa, che vuole raccogliere tutta la comunita’ in un unico movimento.

L’obiettivo e’ ottenere la gestione di un ex magazzino, per crearne uno spazio in cui studenti e abitanti del quartiere possano ritrovarsi. Il liceo Danilo Dolci di Palermo sorge su palazzine confiscate alla mafia appartenenti all’imprenditore Giovanni Ienna, associato al clan che fece uccidere don Pino Puglisi. La struttura dell’edificio e’ adiacente ai grandi magazzini sequestrati e poi rimasti inutilizzati. Parte da qui l’iniziativa degli studenti della scuola, che gia’ dal 2015 stanno provando ad ottenere la gestione degli spazi abbandonati. “E’ uno spreco, questo magazzino ha una struttura enorme e potrebbe essere sfruttato in varie maniere- dice Domenico di Fatta, dirigente scolastico dell’istituto- potrebbe diventare una palestra, un teatro o uno spazio autogestito per varie attivita’”.

Da tre anni studenti e abitanti del quartiere Brancaccio provano a suscitare l’attenzione delle autorita’ per ridare vita a una struttura abbandonata. Da marzo 2018 la campagna ha ripreso vita grazie a una lettera ufficiale firmata dagli studenti. Nel cuore di un quartiere in cui dilagano criminalita’ e dispersione scolastica, il progetto si propone di fare da collante per tutta la comunita’.

“Oggi il magazzino e’ gestito da una societa’ immobiliare che ha un amministratore, che potrebbe cederlo alla citta’ metropolitana e che, a sua volta, potrebbe cederlo alla scuola – spiega il preside – L’intervento del Sindaco potrebbe essere determinante, e forse adesso siamo vicini al grande passo”. A giugno, infatti, la situazione potrebbe sbloccarsi se Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, riuscisse ad ottenere gli spazi abbandonati. Intanto la scuola si e’ mobilitata sui social, e punta ad aumentare la rete di partecipazione. “Ad aprile e’ previsto un collegamento via Skype con un liceo di Milano che a sua volta ha ottenuto un bene confiscato – commenta Domenico di Fatta – Vorremmo creare un gemellaggio e collegare tra loro tutte le scuole che promuovono queste iniziative”.

Al link danilodolci.confiscatibene.it sono state raccolte tutte le iniziative, le lettere inviate e la campagna di comunicazione realizzata dagli studenti.