Giovanni Impastato presenta a Catania il romanzo ‘Oltre i cento passi’

Fratello minore di Peppino Impastato, ha raccontato il suo passato e quello del fratello

CATANIA – “Oltre i cento passi”, il nuovo libro di Giovanni Impastato è stato presentato lo scorso 4 aprile alla libreria Mondadori di Piazza Roma, a Catania. Ad accogliere l’autore e ad introdurlo al pubblico presente, Mariangela Testa, professoressa del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania.

Fratello minore di Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi (Palermo) ucciso dalla mafia nel 1978, Giovanni Impastato ha raccontato il suo passato e quello del fratello tra mafia ed anti-mafia vissute all’interno delle mura domestiche e gli anni trascorsi in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata.

“Oltre i cento passi” è stato pubblicato nel 2017, quasi vent’anni dopo “I cento passi”, film di Marco Tullio Giordana.“L’obiettivo di questo libro- ha raccontato Giovanni Impastato- è quello di fare giustizia sulla figura di Peppino. Mio fratello è stato mitizzato nel film, è stato descritto come un eroe e noi, paradossalmente, abbiamo dovuto difendere l’immagine data dal film che ci ha comunque aiutati tantissimo a fare conoscere la sua storia. Gli eroi sono irraggiungibili e di fronte alla loro unicità noi non facciamo nulla, smettiamo di lottare per le cose in cui crediamo. Peppino invece è un esempio da ricordare come punto di riferimento per le nuove generazioni”.

Nelle pagine del libro c’è la storia di questo ultimo ventennio, con la lotta estenuante da parte di Giovanni e della madre Felicia per ottenere giustizia per la morte di Peppino, ma anche i viaggi e gli incontri memorabili. Mariangela Testa legge qualche brano del testo ed accenna agli interessi di Peppino, la sua passione per la musica e la letteratura. “Chi viene a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato- testimonia Giovanni- trova la stanza di Peppino così come l’aveva lasciata lui: il libro che stava leggendo, “La scomparsa di Majorana” di Leonardo Sciascia; gli altri letti da poco e riposti nella libreria; la chitarra che non sapeva suonare, ma che suonavano i suoi amici quando lo venivano a trovare”.

Giovanni Impastato ricorda la fondazione di Radio Aut, la radio libera attraverso cui Peppino denunciava i traffici illeciti della mafia e ridicolizzava i mafiosi di Cinisi e di Terrasini, tra cui Gaetano Badalamenti, affiliato a Cosa Nostra e mandante del suo assassinio.Badalamenti verrà dichiarato colpevole della morte di Impastato e condannato solo nel 2002. “Non ci sono davvero cento passi- scrive nel suo libro Giovanni Impastato- per andare dalla casa di Peppino a quella del boss: si tratta solo di attraversare la strada. Eppure quella distanza, anche se minima, segna un abisso tra due mentalità opposte”.