Studiare in inglese, l'esperienza dell'Azzarita di Roma

Studiare in inglese, l’esperienza dell’Azzarita di Roma

ROMA – Il multilinguismo è alla base della società contemporanea, e la conoscenza di almeno una lingua straniera è un requisito indispensabile per poter accedere al mondo del lavoro. È sulla base di questi presupposti che anche la scuola italiana si sta aprendo a forme di apprendimento che prevedono una didattica in cui lingue straniere si accompagnino a quella madre.

Il liceo scientifico di Roma ‘Azzarita’ è il primo istituto del centro-sud ad aver sperimentato nuovi percorsi scolastici con un’offerta linguistica più ampia. Si tratta del liceo scientifico internazionale e del liceo scientifico cambridge international; due indirizzi che uniscono al programma in lingua italiana lo studio di materie in lingua inglese, francese o spagnola.

“Mi trovo bene, ma devo dire che è difficile. Bisogna impegnarsi molto per riuscire ad avere buoni voti – dice Samuele, che frequenta il terzo anno del percorso internazionale in spagnolo –Avere due lingue per la stessa materia è utile ma richiede anche uno studio doppio”. Un impegno non indifferente, considerando il numero di ore in più rispetto ad un normale liceo scientifico. Ai canonici programmi ministeriali, infatti, i ragazzi aggiungono la didattica con lettori madrelingua, ma l’entusiasmo per il percorso intrapreso sembra prevalere sul carico di studio. Secondo Angel, 17 anni, “lo studio in lingue diverse può essere utile perché unisce due approcci differenti. Lo studio in inglese si sofferma più su come risolvere i problemi, mentre in italiano lo studio si basa più sul capire le meccaniche.”

Durante il percorso i ragazzi affrontano gli esami Cambridge, seguendo i programmi ufficiali del corso IGCSE, l’esame internazionale per ragazzi tra i 14 e i 19 anni. Le certificazioni possono essere sostenute dal secondo anno fino all’inizio del quinto, quando i ragazzi si concentrano sull’esame di maturità. Due sessioni ogni anno, una in autunno e una in primavera, alle quali partecipa tutta la classe.

“È un progetto dinamico ma rischioso, perché è ancora in sperimentazione e cambia di anno in anno– dice Flaminia, che frequenta il quarto anno del percorso Cambridge –  Dà una preparazione in inglese imparagonabile rispetto ad un liceo normale, ma bisogna essere consapevoli dello sforzo maggiore che è richiesto”.

“Hanno circa dieci ore a settimana in inglese, rispetto alle tre dei licei – spiega la professoressa Mandò – Sono dei percorsi paralleli che spesso si sovrappongono: i professori adattano i loro programmi agli insegnamenti in inglese, e i lettori madrelingua sono sempre seguiti dal professore di lingua italiana.

Frequentare istituti di questo tipo dà la possibilità di partecipare a progetti internazionali e apre le porte allo studio universitario all’estero. “Alla fine del percorso mi piacerebbe intraprendere un corso di laurea in inglese”, dice Matteo, del terzo anno internazionale in spagnolo, mentre Carlotta, che ha scelto il percorso in francese, finito il liceo vorrebbe andare a studiare all’estero.

Una curiosità alimentata da un approccio più dinamico che permette ai ragazzi di coniugare la qualità teorica dell’istruzione italiana alle tecniche pratiche del metodo anglosassone.