‘Dentro e fuori’, nella cultura la chiave per la rieducazione

Il progetto del liceo Canicattini Bagni in collaborazione con Ipsia Casa di Reclusione di Noto

ROMA – Liberta’ e detenzione. Carcere e scuola. La realta’ vista da due punti di vista opposti e’ al centro del progetto scolastico ‘Dentro e fuori’, realizzato da Liceo Scientifico Canicattini Bagni in collaborazione con Ipsia Casa di Reclusione di Noto. Un’idea che si e’ sviluppata due anni fa e che, nonostante le difficolta’, e’ riuscita a realizzarsi e ad affermarsi individuando nella cultura la chiave per la rieducazione.

Si tratta di un’iniziativa che fa incontrare il mondo del carcere e quello della scuola sulle pagine del giornale scolastico realizzato dai ragazzi del liceo scientifico. Studenti e detenuti si confrontano su temi condivisi, sviluppando testi in forma di diario. La liberta’, il giudizio degli altri, il racconto di una giornata e le proprie impressioni su come i detenuti vedono l’esterno e come i ragazzi vedono il carcere. Questi alcuni degli argomenti affrontati dagli scrittori amatoriali, in uno scambio epistolare in cui le differenze vengono annullate nel piacere per la scrittura.

“Non posso negare che quando ho presentato il progetto i ragazzi si sono mostrati perplessi – spiega la professoressa Rita Palermo, curatrice dell’iniziativa – ma con il passare del tempo si sono resi conto che si trattava di una prova che li metteva davanti alle loro paure, e si sono messi in discussione”. Alla fine dell’anno gli studenti avranno l’opportunita’ di incontrare i detenuti in una vera e propria lezione che si svolgera’ tra le mura del carcere di Noto. “Partecipando a questo progetto i ragazzi hanno ascoltato le parole dei condannati senza pregiudizi – prosegue la docente dell’istituto – e hanno capito cosa significa sbagliare e quanto sia difficile avere una seconda possibilita’ nella vita. Si sono resi conto che c’e’ una possibilita’ di recupero e hanno imparato ad avere piu’ fiducia nella societa’ e nelle istituzioni”.

Quest’anno il progetto si e’ rinnovato e ha messo al centro del dibattito le individualita’ dei singoli, che hanno raccontato la loro storie e il motivo della loro detenzione. I ragazzi hanno dato loro fiducia sulle possibilita’ di recupero, mentre i detenuti hanno avvertito i piu’ giovani sui rischi derivati dall’abuso di fumo e droghe, invitandoli ad avere una condotta responsabile. “Voi che siete la nostra speranza per un futuro migliore – scrive un detenuto – cercate di comprendervi, perche’ ognuno ha qualcosa da dare all’altro e se miscelate i beni che avete dentro di voi, riuscirete ad ottenere la formula giusta, per essere saggi e un giorno trasmetterete tutto questo ai vostri figli”. Sul portale ‘La scuola fa notizia’ il proseguimento della lettera: http://lascuolafanotizia.diregiovani.it/2018/04/11/vi-racconto-chi-sono/