A Beautiful Day, Phoenix l'eroe degli altri e di se stesso. L'intervista

A Beautiful Day, Joaquin Phoenix l’eroe degli altri e di se stesso. L’intervista

 

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ROMA – Lynne Ramsay torna dietro la macchina da presa per A Beautiful Day – You Were Never Really Here , dal 1 maggio al cinema con Europictures.

A Beautiful Day – Trailer 60"

Magnetico, malinconico, turbolento e penetrante. Queste sono solo alcune delle note che compongono A Beautiful Day

La pellicola, che vede come protagonista il candidato a tre premi Oscar Joaquin Phoenix, ti stritola lo stomaco:  un film mozzafiato che non accompagna gradualmente lo spettatore verso la storia, ma lo spinge senza alcuna pietà nella mente di Joe, il protagonista, continuamente offuscata da flashback: ricordi di un’infanzia negata, segnata dalla violenza.

La sua introspettiva psicologica non si mostra timida agli occhi dello spettatore, ma si fa percepire con prepotenza. Ed è proprio per questo che emoziona. Lynn Ramsay porta sul grande schermo un film senza filtri, senza il timore di non piacere, di essere troppo crudo o colorato da troppo sangue. 

Il personaggio interpretato da Phoenix è interessante sotto ogni punto di vista. Lui incorpora due eroi. L’eroe degli altri e l’eroe di se stesso. Joe, pur non usando carezze e parole carine, salva giovani ragazze incatenate al giro della prostituzione. 

Joe, però, salva anche se stesso. Lui diventa il supereroe del bambino che è stato e dell’uomo che è diventato. Nonostante il suo passato turbolento, lui prova l’ebrezza della tenerezza grazie ad una ragazzina. Non c’è malizia. C’è solo un uomo che impara a respirare dopo essersi liberato da un masso sul petto.

VOTO: ★★★★☆

La pellicola della regista britannica è stata presentata in anteprima e in concorso alla 70esima edizione del Festival di Cannes, dove è stato premiata per la Migliore sceneggiatura e Miglior interpretazione maschile. 

Dalla Francia all’Italia: questa mattina all’Hotel de Russie di Roma abbiamo incontrato il protagonista e la regista del film.

Ai nostri microfoni, il protagonista Joaquin Phoenix 

Cosa ti ha lasciato – dal punto di vista del piano emotivo – il personaggio che hai interpretato? 

“In realtà non lo so. Qualunque cosa dica non è che suoni molto intelligente. Tutto quello che fai ti colpisce, ti lascia il segno: il lavoro, quello che si legge, le ricerche che si conducono per preparare un ruolo. D’altra parte se si trascorre un mese a leggere, a documentarsi come abbiamo fatto noi per questo film, questo ti lascia qualche segno. Ma che tipo di segno non te lo so dire”. 

Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo?

“In realtà non lo so perché questo è stato un processo. A dirti la verità non lo accettato completamente  fino a che non siamo arrivati a metà delle riprese. Darius Khondji è un direttore della fotografia che io ammiro molto. Io gli ho chiesto con quale regista volesse lavorare e lui mi ha risposto con Lynn Ramsey e nessun altro.

Io non sapevo che Lynn stesse lavorando a questo film: lei ha scritto la sceneggiatura e me l’ha inviata. Devo dire che mi è piaciuta moltissimo perché l’idea era quella di esplorare il personaggio in un film di genere. Questa per noi è stata un’idea entusiasmante e interessante. Abbiamo sempre cercato di trovare qualcosa di nuovo, di diverso, che si allontanasse dal cliché. Ci siamo confrontati a lungo e continuavamo a dire ‘questa cosa l’abbiamo già vista prima: come possiamo trovare un altro approccio?’ Un approccio più spinto e portato dal personaggio piuttosto che dalla trama. Questa è una cosa che è piaciuta a entrambi”. 

Ai nostri microfoni, la regista Lynne Ramsay

Le missioni di Joe (interpretato da Joaquin Phoenix) possono considerarsi una metafora del suo passato? L’uso del martello da parte del protagonista può essere considerato come un’arma per sconfiggere i demoni del suo passato e, quindi, catapultare Joe nel ruolo dell’eroe in primis di se stesso?

SI!”

SINOSSI

Joe è un ex marine e agente FBI, che vive nella sua casa d’infanzia e si prende cura della madre.

La sua vita, però, non è facile perché è tormentata da continui flashback del suo passato violento. Disposto a sacrificarsi pur di salvare delle vite innocenti, Joe si guadagna da vivere liberando delle giovani ragazze dalla schiavitù sessuale.

Un giorno viene contattato da un famoso politico newyorkese, che crede che sua figlia Nina sia stata rapita da una di queste organizzazioni e che sia stata costretta a prostituirsi.

Il coraggioso ex militare accetta il lavoro e grazie al suo sangue freddo riesce a liberare la ragazzina, ma scopre che dietro al suo rapimento ci sono delle persone corrotte e molto potenti. Così Joe si rende conto che questa volta si tratta di una faccenda molto più grande di lui e che per risolverla avrà bisogno di aiuto.

 

A Beautiful Day – CLIP | Joe e la mamma

 

 

 

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