Sicurezza stradale, necessaria istruzione e formazione

Al Miur la conferenza sul progetto Edustrada

ROMA “Ormai abbiamo la consapevolezza che non e’ piu’ possibile modificare i comportamenti su strada se non si interviene con l’istruzione e la formazione”. Giovanni Busacca, direttore del servizio Polizia stradale, spiega cosi’ l’attivita’ di educazione stradale nelle scuole, al centro di una conferenza svoltasi questa mattina a Roma presso la sala della comunicazione del ministero dell’Istruzione.

Un convegno nato con l’obiettivo di trarre le conclusioni a due anni dall’avvio del progetto ‘Edustrada’, la prima piattaforma nazionale sull’educazione stradale del Miur in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“Il tema della sicurezza stradale e dei decessi resta drammatico – commenta Gabriele Toccafondi, sottosegretario del Miur – ma i dati sono in netta diminuzione rispetto al 2010. Siamo soddisfatti, ma non dobbiamo fermarci qui, occorre proseguire il nostro lavoro”. Dal 2014, anno in cui sono iniziati i progetti di sensibilizzazione scolastica all’educazione stradale, le scuole che hanno aderito ai programmi sono aumentate del 68%, con un incremento del 57% degli studenti coinvolti. Un’attivita’ che oggi abbraccia piu’ di mielle scuole del territorio nazionale e conta circa mille e cinquecento adesioni. “Le stime dimostrano che sono diminuiti sia il numero di incidenti stradali che quello dei feriti, – aggiunge Riccardo Nencini, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – e questi risultati positivi sono stati possibili solo grazie alla sensibilizzazione dei piu’ giovani sui rischi della disattenzione alla guida”.

Tra i progetti portati avanti nelle scuole, particolare risalto ha avuto ‘Icaro’, l’iniziativa per la messa in sicurezza delle gite scolastiche che ha visto un aumento dei controlli sugli autobus e un coinvolgimento attivo dei docenti e delle pattuglie di Polizia stradale. Un progetto strutturato che ha permesso di individuare le irregolarita’ sui mezzi di trasporto utilizzati dai ragazzi in gita scolastica: 15% le infrazioni registrate, di cui la meta’ e’ stata individuata su richiesta delle scuole.

Per Roberto Guidoni, segretario generale della fondazione Ania, “la sensibilizzazione dei ragazzi e’ fondamentale per orientarli verso il rispetto delle regole della strada”. Un’educazione che passa soprattutto attraverso le regole della concentrazione, dal momento che oggi la maggior parte degli incidenti e’ dovuto a forme di disattenzione. Una su tutte: l’uso degli smartphone, considerati dai piu’ giovani un’appendice della mano e causa di disattenzioni che spesso risultano fatali. Migliorata, invece, la percentuale di decessi causati da incidenti post-discoteca, ma il 15% delle morti su strada riguarda i minori. Il portale ‘Edustrada’, in costante aggiornamento, porta a conoscenza di tutte le scuole i programmi formativi organizzati per rispondere alle esigenze di studenti e insegnanti, perche’, come sottolinea Enzo Leanza, direttore per l’educazione stradale di Aci, “non e’ detto gli adulti siano piu’ consapevoli dei giovani, basta coltivare un senso di responsabilita’”.