Bullismo e cyberbullismo fenomeno di massa, a 11 anni il picco

Bullismo e cyberbullismo fenomeno di massa, a 11 anni il picco

Psicoterapeuta: “Bullismo parte al nido”

ROMA  – Bullismo e cyberbullismo, un fenomeno di massa. Riguarda il 19,8% dei ragazzi dagli 11 ai 18 anni, ma secondo l’Istat il maggior picco di bullismo si raggiunge all’eta’ di 11 anni. A fare il punto oggi e’ il convegno ‘Rischi comportamentali. Bullismo e cyberbullismo istruzioni per l’uso’ dell’Universita’ Guglielmo Marconi di Roma.

Bulli e vittime hanno maggiori probabilita’ di pensare al suicidio rispetto ai loro coetanei non coinvolti in queste dinamiche“, esordisce Andrea Gentile, professore dell’Universita’ G. Marconi. “La Duke University– continua il docente- ha mostrato gli effetti psicologici del bullismo a lungo termine, conducendo uno studio ventennale sui disturbi d’ansia. Ha intervistato 1.420 ragazzi da 9 a 13 anni e il 26% ha dichiarato di aver subito soprusi dai coetanei. Dallo studio e’ emerso che le vittime possono arrivare a soffrire di depressione, ansia generalizzata e agorafobia“.

Una nuova emergenza educativa, quindi, per Oriana Ippoliti, docente di Psicologia Sociale dell’Universita’ G. Marconi: “In una societa’ liquida, senza punti fermi, i giovani si sentono privati del futuro e questa insicurezza li porta a diventare bulli o vittime. La relazione e’ cio’ che costruisce i problemi e li risolve– continua- ed e’ importante imparare a gestire il conflitto. L’85% dei fenomeni di bullismo si verificano alla presenza dei pari“.

Le ricerche sul bullismo sono iniziate negli anni ’70 nei paesi scandinavi, a darne una definizione e’ stato il ricercatore Dan Olweus: “Uno studente e’ vittimizzato se esposto ripetutamente ad azioni offensive e messe in atto da uno o piu’ compagni“, ricorda Annalisa Scanu, docente di Psicologia dello Sviluppo dell’Universita’ G. Marconi. Sono quindi “tre gli elementi che lo caratterizzano: intenzionalita, persistenza e asimmetria di potere. Gia’ alla scuola primaria sono visibili queste caratteristiche. I futuri bulli si mostrano con scarsa empatia, aggressivi e interessati al dominio. Le vittime, al contrario, sono spesso bambini timidi“. Alle Medie si innalza il bullismo indiretto, ovvero il cyberbullismo, che “si caratterizza per la persistenza– termina Scanu- le vittime non sanno come difendersi e questo le porta in uno stato di depressione ed ansia“.

Ad offrire una fotografia reale di quanto accade nelle scuole e’ Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma: “Vediamo circa 5.000 ragazzi l’anno e posso dire che arriviamo sempre secondi o terzi. Non ci fermiamo mai a riflettere dove stiamo e con chi. In genere la risposta e’ allontanare la vittima di bullismo dalla classe, dimostrando di essere inadeguati di fronte al fenomeno. Prima intervenivo nei licei, oggi vado nei nidi e nelle materne– continua lo psicoterapeuta- perche’ il bullismo parte al nido“. Lo psicoterapeuta consiglia di “non parlare allora di bullismo ma di aggressivita che, se non risolta diventa violenza“.

Diversi anni fa l’Istituto di Ortofonologia promosse nei nidi il progetto ‘Gli abbracci che mancano’. “Portammo il massaggio pediatrico, ovvero le coccole, e abbiamo visto che dopo un anno il tasso di aggressivita’ nei piccoli era calato. Questo per ricordare– continua lo psicoterapeuta- che se fino a 30 anni fa le donne potevano non lavorare, adesso sono obbligate a farlo e i figli vivono i genitori soprattutto nel week end“. Ormai nei nidi “vediamo i bambini che si ciucciano la lingua come autoconsolazione“.

Passando al rapporto giovani e paura, Castelbianco conclude: “Da una ricerca condotta 10 anni fa con l’Universita’ di Perugia emerse che il 14% degli studenti provava paura per strada, mentre il 32% a scuola. I ragazzi delle Medie e delle Superiori ci hanno chiesto due cose: le telecamere in bagno e che i docenti si possano fermare un’ora alla settimana in piu’ per conoscerli. Impariamo a dire cose sensate, applicabili e che abbiano riscontro tra i ragazzi. Dal Trentino a Caltaniasetta il problema dei giovani di oggi e’ la sessualita’. Loro la praticano dalle Medie, ma gia’ in quarta e quinta elementare hanno Youporn sui cellulari“.