Caivano incontra Candiolo per un’istruzione senza confini

All’istituto Morano giornata porte aperte. Altro volto del Parco Verde

CAIVANO – Una scuola senza barriere fisiche, territoriali e sociali. Una scuola aperta non solo agli studenti e alle loro famiglie ma anche all’intero territorio di appartenenza e oltre. È questo il concetto di istruzione che l’Istituto superiore Francesco Morano di Caivano, comune della Citta’ metropolitana di Napoli, sta portando avanti anche se tra mille difficolta’.

Oggi l’evento “Il viaggio per un cambiamento possibile. Azioni, emozioni di 1605 giorni e tanto altro ancora Noi ci siamo sempre di piu'”, organizzato dall’Istituto del Parco Verde, ha voluto dimostrare che un’altra scuola e’ possibile. Per tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio, il Morano e’ stata una scuola dalle ‘porte aperte’. Laboratori, lezioni frontali, sport e musica hanno coinvolto gli studenti, le famiglie, rappresentanti della Citta’ metropolitana di Napoli, il team della societa’ Trend Micro e una delegazione, sindaco in testa, della giunta comunale di Candiolo, piccolo comune piemontese parte integrante della Citta’ metropolitana di Torino.

Artefice di questa piccola grande ‘rivoluzione’ la dirigente scolastica del Morano, Eugenia Carfora. Organizzare una giornata del genere, senza interrompere per la maggior parte degli studenti le normali lezioni quotidiane non e’ facile ci vuole “pazienza, pazienza e ancora pazienza”, spiega alla Dire la preside. “Una ricetta – spiega Carfora – forse difficilmente comprensibile al mondo pedagogico. Ma in realta’ difficili, dove e’ complicato istruire i ragazzi perche’ vengono purtroppo attratti dal nulla, e’ una conquista straordinaria. Non sara’ il mio operato a cambiare Caivano o il Parco Verde ma saranno i ragazzi che, vivendo esperienze positive e vedendo che al di la’ dei confini del quartiere c’e’ una vita con tante occasioni e opportunita’, rappresenteranno la speranza possibile di un futuro diverso per il quartiere stesso”.

Al Morano i progetti che investono piu’ propriamente l’istruzione scolastica – da quello matematico con ‘M@tem@tic@ Cl@sse 2.0’ a quello motorio con ‘Faccio Canestro’ a quello pensato per potenziare le competenze di base dell’italiano, ‘Fare e Disfare’, fino al laboratorio creativo e artigianale ‘Io barman’ -, si mescolano a quelli contro il cyberbullismo e l’uso consapevole di internet e alla campagna “Noi Siamo Bambini” contro gli abusi sui minori. Una campagna condotta in Lazio e Campania che coinvolge anche la Societa’ Italiana di Pediatria, l’Istituto di Ortofonologia, l’agenzia di stampa Dire e il Garante dell’Infanzia del Lazio. Tutti questi sono progetti che la preside ha fortemente voluto per formare i “cittadini di domani”. “Sin dall’inizio – continua Carfora – quando e’ nata la parola ‘progetto’ io non ero particolarmente contenta perche’ credo che la scuola non debba utilizzare questa parola ma deve parlare di metodo e percorso”.

Il progetto, sottolinea, e’ sinonimo di emergenza “quello che in queste realta’ ci vuole e’ un metodo continuo, forte, un riferimento impeccabile in termini di organizzazione e gestione. Se poi entrano attivita’ che chiamiamo “progetto” questo e’ solo un aspetto tecnico”. L’unico vero progetto, rincalza la preside, “e’ quello di portare ogni giorno i ragazzi a scuola e far vedere che, all’interno della scuola, c’e’ sempre qualcosa da imparare e stare insieme”. I ragazzi sono “affamati di ascolto” e bisogna far crescere la loro autostima, insomma “non devono essere lasciati soli “perche’ “la scuola e’ loro e va condivisa con le loro famiglie”. L’esperienza che Carfora ha portato e sta portando avanti al Parco Verde ha varcato non solo i confini cittadini ma anche quelli regionali. L’esperienza in un territorio stretto nella morsa della camorra e del degrado sociale ha portato la dirigente fino in Piemonte ospite, lo scorso 26 marzo, di una manifestazione sulla legalita’ organizzata da sei comuni della cinta torinese. Tra questi Candiolo che, per l’appunto, oggi partecipando all’iniziativa con parte della sua giunta comunale ha ricambiato la visita. La distanza geografica, culturale e sociale tra i due territori e’ stata annullata offrendo, agli stessi studenti del Morano, nuove opportunita’ e nuove esperienze.

“A Caivano porto l’umilta’ di venire a guardare, osservare e imparare, come sta funzionando questa scuola. Su a Torino, sicuramente, mi riporto molta umanita’ e una bellissima esperienza. Un grande esempio su come si affrontano le difficolta’”, ha dichiarato alla Dire il primo cittadino di Candiolo Stefano Boccardo. “Ho avuto la prova concreta che non bisogna fermarsi alle apparenze, a quel che vediamo sui social network dove siamo tempestati di cose che pensiamo siano la verita’ assoluta”, ammette il primo cittadino riferendosi ai risultati che rilascia Google digitando le parole “Caivano” e “Parco Verde”. “La realta’ e’ ben altra cosa e pur avendo constatato molte difficolta’ ho trovato un’umanita’ e una voglia di fare bene che non traspare di sicuro da una semplice ricerca su Google. Le difficolta’ ci sono dappertutto – conclude – con sfaccettature e aspetti diversi. Credo che la politica dovrebbe fare un grosso sforzo di ascolto e di osservazione e poi, molto semplicemente, mettere in atto tutte le azioni che gia’ sono espresse e riconosciute nelle leggi che abbiamo e che spesso e volentieri non applichiamo nella maniera giusta”.

Per gli studenti di Caivano si aprono cosi’ le porte di un possibile scambio culturale e di istruzione in Piemonte. Un gemellaggio che ha il sapore di un piccolo Erasmus tutto italiano. “Il mio sogno – sottolinea Carfora – e’ che questi ragazzi possano essere ‘adottati’ in tutto il mondo. Mi e’ capitato Candiolo, poi forse Milano. Voglio che Caivano sia presente in tutto il mondo con la forza e il coraggio di annientare cio’ che non serve”. “E’ questo il mio metodo – conclude la dirigente – pero’ ho detto ai ragazzi che bisogna metterci la faccia perche’ nel momento in cui ti presenti in un altro paese devi ricordarti che rappresenti la parte bella della tua terra di origine senza dimenticare la parte non bella perche’, un giorno, si puo’ tornare indietro e dire ‘noi ce la possiamo fare'”.

Il videomessaggio di Insegne ai ragazzi