Conclusa la seconda edizione della Biennale dei licei artistici

Presente il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

ROMA – La Biennale dei licei artistici, a partire dalla prossima edizione, sara’ inserita tra le iniziative del piano nazionale per la valorizzazione delle eccellenze e gli studenti vincitori saranno inseriti nell’albo nazionale delle eccellenze.

A dare l’annuncio a Roma nello spazio WeGil nel corso della cerimonia di chiusura della seconda Biennale dei licei artistici, dedicata quest’anno al tema del viaggio, e’ stata Flaminia Giorda, dirigente tecnico Dgosv del Miur, alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del direttore generale Dgosv del Miur Maria Assunta Palermo e della presidente della Rete nazionale dei licei artistici (ReNaLiArt) Mariagrazia Dardanelli, preside del liceo ‘E. Rossi’ di Roma, scuola capofila della Biennale.

Un’edizione ricca, dopo la prima dedicata al tema del gioco, che ha coinvolto 19 regioni, 170 scuole (150 quelle selezionate) e otto rappresentanze estere, con 600 opere in concorso (200 quelle selezionate), tre vincitori, 15 menzioni speciali, nove premi dati dai sostenitori, 38 giorni di esposizione e 4mila visitatori in due sedi prestigiose: il ministero dell’Istruzione a viale Trastavere, con 60 opere esposte, e il WeGil, con 110 opere esposte. Ad aggiudicarsi il premio WeGil sono stati gli studenti della sezione di Design della moda del liceo artistico ‘E. Rossi’ di Roma, con gli abiti scultorei ‘In viaggio verso..’, premiati nel corso della cerimonia dal governatore Zingaretti e indossati durante la sfilata organizzata nel corridoio di ingresso del WeGil subito dopo la premiazione.

“Stiamo investendo in questo luogo prima di tutto perche’ vogliamo valorizzare la creativita’ per l’arte, in secondo luogo perche’ e’ una filiera su cui contare per far diventare forte questo Paese– sottolinea Zingaretti nel suo intervento- Non e’ un caso che uno dei premi sia un weekend nel castello di Santa Severa, dove abbiamo cercato di dare un altro segnale alle nuove generazioni, trasformandolo in un ostello per i giovani e le famiglie, che possono godere di una delle opere architettoniche piu’ belle del Mediterraneo. Quindi non perdiamoci di vista”.

E proprio nel castello di Santa Severa sara’ ospitata dall’8 giugno al 22 luglio una selezione di opere della Biennale, in una mostra intitolata ‘ViaggiArte’, mentre a fine ottobre partira’ la ‘Nave della Biennale’ che salpera’ da Civitavecchia per portare gli studenti coinvolti nella seconda edizione del concorso a Barcellona. Sulla nave sara’ attivato il percorso di alternanza scuola-lavoro ‘Dall’Art alla StartUp’, per far comprendere ai ragazzi che l’arte, grazie alle nuove tecnologie, puo’ diventare un lavoro.

“La Biennale e’ il coronamento di un sogno– confessa nel suo intervento Dardanelli- Nei prossimi giorni annunceremo il tema della terza edizione, cosi’ le scuole avranno piu’ tempo per lavorare e il comitato tecnico-scientifico potra’ valutare con piu’ serenita’ le opere in concorso. Porteremo una selezione della Biennale a Matera nel 2019- sottolinea- e posso dire che il presidente Zingaretti, che ha annunciato il restauro della parte superiore di questo palazzo, mi ha assicurato che il WeGil sara’ a nostra disposizione per la Biennale 2020″.

“La Biennale dei licei artistici e’ la neonata delle competizioni studentesche, ma si e’ immediatamente affermata per la qualita’ e voglia di lavorare insieme– ragiona il capo dipartimento del Miur Carmela Palumbo- Questo perche’ lo scorso anno questo concorso non e’ partito da zero, ma dal substrato forte della rete dei licei artistici. Nel suo secondo anno di vita credo che questa manifestazione abbia varcato la soglia degli eventi scolastici e si sia affermata come uno degli eventi culturali del nostro Paese”.

Dopo la presentazione del catalogo della Biennale – edito da Gangemi a cura di Daniela De Angelis e Valerio Palmieri – a chiudere la manifestazione la proiezione di un video curato dal liceo artistico ‘G. Cantalamessa’ di Macerata sul progetto Mani che parlano, nato dall’incontro tra la scuola, i musei civici di Macerata e i centri di accoglienza e primo ascolto, grazie al quale e’ nata un’idea didattica per progetti, dove l’esperienza della lingua e’ diventata piu’ importante della sua conoscenza formale. A renderlo possibile, gli scambi artistici tra studenti e migranti, a dimostrare che l’arte e la creativita’ possono essere veicolo di integrazione e apertura verso la societa’ del futuro.