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Filius di m.ignotae

ROMA  – L’etimologia delle parole nasconde storie antiche che danno origine a significati che spesso si perdono nelle pieghe del tempo.

E così è successo anche per una delle ingiurie più conosciute e utilizzate al mondo: figlio di mignotta, che però è vittima di un misunderstanding.

Sì perchè la madre non è, come si può pensare, una meretrice, una donna dai facili costumi, ma per capire l’origine e il significato bisogna fare un salto indietro fino al XII secolo quando, si dice, che Papa Innocenzo III assistette al recupero nel Tevere di tre corpi di neonati.

A quel tempo infatti chi non poteva o non voleva allevare un figlio, spesso, se ne liberava gettandolo in acqua, il Papa scosso da tale pratica decise di dedicare una parte dell’Ospedale Santo Spirito ai neonati abbandonati. Fuori dall’ospedale, per custodire l’anonimato delle madri, venne costruita anche la Ruota degli Esposti, tuttora al numero 4 di Borgo Santo Spirito, con tanto di campanella per avvertire chi era dentro del nuovo ‘arrivato’. Il piccolo, dopo esser stato raccolto, veniva registrato come filius matris ignotae che veniva abbreviato come filius m.ignotae da cui figlio di mignotta.

Per cui ricordatevi che quando usate l’epiteto figlio di mignotta non state offendendo la madre, ma state dando dell’orfano al vostro interlocutore. La storia è utile anche in caso di litigate.