Servizio civile: all’Aig un’esperienza di viaggio collettivo

ROMA – “In una mattina calda e soleggiata di fine novembre, un formatore spiegò a un numeroso gruppo di giovani che avevano intrapreso da poco la nuova avventura del Servizio Civile Nazionale che il Servizio Civile è una difesa non armata della patria”. Inizia così il racconto di Giovanna Di Martino, una delle ragazze che ha appena terminato il servizio civile presso l’Associazione Italiana Alberghi della gioventù.

Di seguito il racconto integrale:

Ma che cosa intende dire più esattamente questa definizione? E soprattutto, in cosa consiste questa difesa non armata della nostra patria?

Capimmo subito che la parola difesa andava intesa in senso ampio, come salvaguardia delle risorse ambientali, come valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale, come messa a disposizione del proprio tempo, di un anno della propria vita, a fornire assistenza agli altri, alle categorie più disagiate, ad aiutare chi si trova in difficoltà, svolgendo un servizio pubblico per la propria comunità.

Il Servizio Civile vuol dire anche conoscenza di nuovi ambienti, nuove realtà e soprattutto nuove persone: così sei ragazzi, dai percorsi di vita assai diversi e diversificati, si sono ritrovati a costituire un team di volontari presso l’AIG, l’Associazione Italiana degli Alberghi per la Gioventù, un ente di promozione turistica, unico nel suo genere non solo perché si occupa esclusivamente di promuovere il turismo giovanile low cost attraverso la sua fitta rete di ostelli sparsi per tutta l’Italia, ma soprattutto perché dietro questa promozione turistica c’è una filosofia che va ben oltre quella della mera vendita di posti letto, una filosofia del viaggio come conoscenza, esplorazione, ma anche e soprattutto condivisione, e dell’ostello come luogo di aggregazione sociale per i giovani di tutto il mondo e quindi d’incontro di diverse individualità.

In qualche modo i sei giovani volontari hanno intrapreso un altro tipo di viaggio: se viaggiare significa fare nuove esperienze che arricchiscono e cambiano la persona, allora si può viaggiare anche restando sempre nello stesso posto; così anche se il nostro servizio si svolge sempre all’interno del medesimo ufficio, il nostro modo di essere è mutato.

Abbiamo compreso meglio l’importanza del lavoro di gruppo, della cooperazione, dell’essere solidali e complici, e condiviso la nostra condizione di giovani dal futuro incerto ma pieni di competenze, di voglia di fare e di realizzarci in questa società sempre più competitiva e complicata.

C’è chi sa di grafica e ama il design realizzando dal nulla immagini magiche, e chi fa qualcosa di altrettanto straordinario, cooperando con la natura per far nascere la vita; qualcuno ha portato il suo punto di vista spirituale sul mondo, in un mondo che manca sempre più di spiritualità, qualcun altro invece la sua’immaginazione cinematografica’ e il suo amore per le parole (perché come diceva un regista “le parole sono importanti!”); qualcun altro ancora ha usato la sua competenza giuridica per valorizzare le meraviglie italiane o la sua capacità di usare il computer per svolgere meglio i lavori tecnici di creazioni di archivi digitali.

Ognuno di noi ha portato qualcosa di sé agli altri, dando vita a riflessioni e talvolta accesi dibattiti.

Insomma, abbiamo discusso molto e riso altrettanto, festeggiato lauree o esami passati a pieni voti… in poche parole ci siamo confrontati, più o meno animatamente, ma sempre nel rispetto reciproco delle idee altrui.

Il Servizio Civile resta un’esperienza di grande valore che connette tra loro i giovani, che permette di riscoprire il valore di quel confronto e contatto fisico che la virtualità tecnologica sembra sempre più escludere.

di Giovanna Di Martino