#Maturità2018. Pio Luigi Piscicelli: "Porto Eduardo De Filippo e santini di Padre Pio"

#Maturità2018. Pio Luigi Piscicelli: “Porto Eduardo De Filippo e santini di Padre Pio”

ROMA – Una tesina sugli effetti psicologici della guerra sui personaggi delle commedie di Eduardo De Filippo, un santino di Padre Pio in tasca, tanta ironia e ansia quanto basta.

È questa la ricetta per la maturita’ 2018 di Pio Luigi Piscicelli, attore, classe 1999, 19 anni ad agosto, originario di Boscoreale in provincia di Napoli, grande passione per l’arte e un amore sconfinato per il teatro.

Conosciuto al grande pubblico come Toni ‘il Furbo’ della serie tv ‘Braccialetti rossi’, dopo una piccola parte in ‘Song’e Napule’ dei Manetti Bros, Pio e’ uno degli oltre 500mila maturandi che domani torneranno tra i banchi di scuola per la prima prova: il tema d’italiano.

“Siamo tutti un po’ agitati perche’ di solito i prof ingigantiscono la cosa per farci studiare tutto il programma– racconta a diregiovani.it Pio, al quinto anno del liceo linguistico ‘Pitagora-Benedetto Croce’ di Torre Annunziata- Io ho l’impressione di andare molto a rilento, nonostante abbia sempre preparato le interrogazioni in tempi record. Pero’ sono felice perche’ non porteremo matematica e fisica”.

A un giorno dal via, anche per Pio e’ l’ansia a farla da padrona: “Sono abbastanza spaventato– confessa- Di notte mi capita di svegliarmi e pensare all’esame, alle ipotetiche domande che mi potranno fare. Ho sempre l’impressione di non avere sotto controllo il programma, forse la notte prima degli esami cantata da Venditti avro’ ancora molti argomenti da studiare”.

Una tensione che, per certi versi, e’ simile a quella che Pio prova prima di entrare in scena: “Sono un tipo particolarmente emotivo, ma l’ansia mi aiuta a stare piu’ concentrato. L’ansia da esame e’ una sensazione simile all’ansia da palcoscenico– ragiona- anche se andare in scena significa anche lasciasi prendere da sensazioni ed emozioni che poi devi trasmettere al pubblico. Piu’ che ansia parlerei di pathos”.

Tra le materie piu’ temute da Pio, chimica e biologia, l’asso nella manica sono invece le lingue, italiano e filosofia: “Non sono abituato a studiare in gruppo perche’ poi si chiacchiera tra amici e si perde tempo-spiega il giovane attore- Ieri pero’ mi sono incontrato con due compagni di classe e ci siamo confrontati sul programma, quando dovremo ripetere ad alta voce lo faremo individualmente”.

Un ritmo di studio serrato, ma non troppo, scandito dai trucchetti che generazioni di studenti hanno usato per staccare la spina senza sensi colpa: “Man mano che si avvicina l’esame la sveglia si anticipa- dice- Fino a domenica suonava a mezzogiorno, da ieri alle 9. Pero’ spesso faccio pause prolungate dallo studio e cerco un pretesto, qualcosa che sono costretto a fare, perche’ cosi’ non mi sento in colpa. Come la classica doccia”. Non rinuncia alle sue passioni, Pio, nemmeno sotto esame: “Qualche giorno fa sono andato a teatro a vedere lo spettacolo dei ragazzi della mia scuola di recitazione (Ribalta a Castellammare di Stabia, ndr)- ammette- Ci sono tornato anche ieri sera a vedere uno spettacolo che si intitolava ‘L’inganno’. Sto uscendo anche con gli amici, insomma, sto facendo una vita tranquilla”.

Sulla prima prova Pio non ha dubbi, puntera’ sul saggio breve. E azzarda qualche previsione sul tototema: “Secondo me Pirandello e’ molto attuale: il concetto delle maschere e della finzione puo’ essere applicata al dilagare delle foto sui social, alla diffusione di immagini che spesso non sono originali. Sul tema storico– aggiunge- potrebbero uscire la seconda guerra mondiale o la Shoah”. C’e’ un autore, pero’, che potrebbe conquistare Pio all’analisi del testo: “A me piace molto Italo Svevo, forse perche’ e’ uno dei pochi narratori che abbiamo studiato. I poeti– confessa- non mi piacciono tantissimo, a parte qualcosa di Leopardi”.

Il teatro, manco a dirlo, sara’ anche al centro della tesina del giovane ‘Toni’ di Braccialetti Rossi: “Volevo portare Eduardo De Filippo ma i professori mi hanno consigliato di individuare un tema meno generico– spiega- Visto che la guerra era un tema importante delle sue opere ho deciso di indagare gli effetti che aveva avuto sui personaggi portati in scena nelle sue commedie. Da li’ ho collegato Montale ed Ungaretti in italiano, Freud sui traumi e Hegel sull’esaltazione della guerra in filosofia, ‘The waste land’ di Eliot in letteratura inglese. Spero che l’originalita’ sara’ il mio punto di forza”.

Ad assistere ai suoi orali, i famosi pochi ma buoni: “Ho assistito all’orale di un mio amico, quindi credo che sia giusto invitarlo, ma vorrei poche persone. Sicuramente niente genitori– sottolinea Pio- perche’ sono troppo sinceri. Un esame non puo’ essere mai perfetto e a me non piace quando mi fanno notare che sbaglio in occasioni in cui ci tengo. Chissa’ che piega prendera’, mi piacerebbe risultasse simpatico e accattivante”.

E le probabilita’ non sono poche, in effetti, perche’ a Pio non manca l’innata simpatia e quell’allegra cortesia che nella vita aiutano a risultare brillanti. “Non so quanto prendero’, non te lo voglio dire perche’ sono molto scaramantico– ammette- Pero’ mi hanno promosso con la media dell’8,33. Quindi spero di prendere piu’ di 70″. A garantirgli il risultato verranno in aiuto Padre Pio e le immaginette di nonna Giovanna: “Io sono molto credente e mia nonna quando devo sostenere un esame mi mette in tasca l’immagine di Padre Pio e mi raccomanda di fare il segno della croce. L’ho gia’ provato: mi porta fortuna”.

Ma gli esami del giovane attore non si fermano alla maturita’: “Il 25 giugno, il giorno della terza prova, ho anche l’esame di guida per la patente. E ad agosto ho il provino per entrare al Centro sperimentale di cinematografia a Roma”. Non ha un piano B, Pio, sicuro che il suo mestiere sara’ il teatro, per cui e’ disposto a studiare sodo le lingue che ha imparato a scuola e, perche’ no, andare anche a perfezionarle in “America, Inghilterra, Francia”. In cantiere nell’immediato l’attore pero’ vede “il centro sperimentale, una casa a Roma, magari condivisa con dei coinquilini perche’ soffro la solitudine, il cinema e il teatro”. E l’amore? No, grazie, “voglio trovare una fidanzata il piu’ tardi possibile perche’ mi piace essere indipendente”.

Un ragazzo dalle idee chiare, che ai suoi compagni di maturita’- e sventura- sente di dire: “Siate spaventati perche’ aiuta. Se negate di essere ansiosi, se non lo ammettete, arriverete la’, sarete tesi e combinerete poco. Ve lo dico perche’ l’ho provato sulla mia pelle, funziona anche a teatro: se sei teso all’inizio arrivi sul palcoscenico e l’ansia svanisce. Invece se non ammetti di essere teso, ti tieni tutto dentro e fai una brutta figura”. Insomma, in due parole forse Eduardo direbbe: “Ha da passa’ ‘a nuttata”.

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