#Maturità2018. Storica Roghi: "Non ricordo tracce così belle, piene di speranza"

#Maturità2018. Storica Roghi: “Non ricordo tracce così belle, piene di speranza”

vanessa roghi storicaROMA – “Sono molto colpita dal fatto che il commento sul principio di eguaglianza formale e sostanziale nell’articolo 3 della Costituzione sia stato scelto per la traccia d’attualita’ e non per la traccia storico-politica, in un momento in cui la questione dell’uguaglianza e’ cosi’ centrale per la nostra convivenza civile. La trovo una scelta intelligentissima, non mi ricordo tracce cosi’ belle in un anno solo. È come se il ministero avesse dato alla scuola il compito di fare il punto: da dove veniamo e dove vogliamo andare. L’ultimo colpo di coda di un periodo storico che si sta chiudendo”. Questo il commento della storica Vanessa Roghi alle tracce proposte dal Miur per la prima prova degli esami di maturita’, che si sono aperti stamattina in tutti gli istituti secondari d’Italia e proseguiranno domani con la seconda prova.

“Il fatto che l’articolo 3 della Costituzione, di cui quest’anno ricorre il 70esimo anniversario, sia stato scelto come traccia d’attualita’ richiama alla necessita’ di rimuovere gli ostacoli che rendono i cittadini effettivamente diseguali- sottolinea Roghi- L’anno scorso mi sono occupata di ‘Lettera a una professoressa’ di don Milani per l’anniversario della sua pubblicazione e ho avuto modo di approfondire molto il tema dell’uguaglianza, un principio presente in tutte le costituzioni liberali del mondo. Poche pero’, e tra queste poche spicca la nostra- fa notare la storica- hanno la distinzione tra l’uguaglianza formale, cioe’ il fatto che ‘tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge’, e il fatto che questa eguaglianza e’ resa sostanziale attraverso la rimozione degli ostacoli la limitano e la impediscono, dalla poverta’, alla discriminazione, all’analfabetismo”.

Un articolo che, secondo Roghi, e’ interessante anche dal punto di vista linguistico: “Tullio De Mauro diceva che la nostra Costituzione e’ un testo molto leggibile, scritto cosi’ perche’ fosse letto da tutti nel corso del tempo. Ad un certo punto- racconta- i costituenti chiesero a un linguista di fare una revisione del testo, e lui per l’articolo 3 propose un congiuntivo, cioe’ di scrivere: ‘la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscano…” e i costituenti dissero ‘No, vogliamo lasciare impediscono, perche’ la Costituzione deve essere un testo all’indicativo, che indica le problematiche, perche’ questi ostacoli esistono, ci sono, non sono un’eventualita”. Anche questa scelta linguistica e’ interessante e molto comprensibile dai ragazzi”.

“Masse e propaganda, De Gasperi e Moro, il Bassani de ‘Il giardino dei Finzi Contini”, sono tutte tracce “di speranza”, secondo Roghi, soprattutto perche’ uscite in questo periodo: “Parlano di un Paese diverso da quello che vediamo- ragiona- ‘Il giardino dei Finzi Contini’, il principio di eguaglianza formale e sostanziale, ci raccontano un Paese che non e’ quello che abbiamo sotto gli occhi, perche’ oggi ci sono evidentemente altre pulsioni. Allora da’ speranza pensare che i ragazzi di 18 anni oggi si confrontino su questo- sottolinea- È come se queste tracce raccontino una scuola piu’ avanzata di quello che poi realmente e’, oppure forse ci raccontano che la scuola e’ la punta piu’ avanzata della societa’ e bisogna riconoscerlo. Sarebbe interessante leggere i compiti di questa maturita’- conclude- per capire come i ragazzi siano riusciti a declinare quest’attenzione alle differenze presente nelle tracce e quanti di loro abbiano scelto di declinarla al presente, magari da un altro punto di vista”.

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