VIAGGIARE SU MISURA

#faccioquellochemipiace
Illustrazione: Antonio Pronostico

Diregiovani.it presenta la nuova rubrica #faccioquellochemipiace: la storia di chi fa da sé, si inventa e ci riesce, di chi ha dato una svolta alla vita con mosse vincenti e rivoluzionarie. Racconti felici di chi osa e tenta di realizzare le proprie aspirazioni professionali. Documenti che parlano di un pezzo d’Italia, quella più laboriosa e spesso silenziosa. Storie di una generazione che cambia e che cresce, con un pizzico d’incoscienza e una sana dose di resilienza. 

VIAGGIARE SU MISURA

FRANCESCA D'URBANO, TRAVEL DESIGNER DEI NUOVI ESPLORATORI

di Fabrizia Ferrazzoli

di Fabrizia Ferrazzoli

Roma – Ci sono storie che prendono forma quando diventiamo grandi e iniziamo a capire chi siamo. È questo il caso di Francesca D’Urbano, imprenditrice illuminata che si è messa sui suoi passi poco più che trentenne. Dopo un diploma al liceo classico, due facoltà iniziate e mai finite, tre mesi a New York, uno stage alla Magnum, tante fotografie e un inizio di carriera come montatrice video, Francesca ha chiuso tutto e ricominciato da zero.

Oggi disegna, taglia e cuce, fa il lavoro che le piace, che ha sempre sognato
ma che mai avrebbe pensato diventasse realtà.

Quanti di voi hanno il chiodo fisso dei viaggi? Ecco, Francesca se avesse potuto sarebbe stata una viaggiatrice compulsiva, un’esploratrice curiosa alla ricerca del dettaglio, della tradizione, del posto nascosto, della ricetta segreta. Ma non chiamiamola travel blogger, per usare “inglesismi” la definiremo travel designer. Entriamo così nel mondo Onivà – viaggi fatti a mano, di cui Francesca è anima, braccio, mente, colori e sfumature. E torniamo allora al taglio e cucito: Onivà disegna e realizza “viaggi su misura”, li confeziona con cura solo dopo aver conosciuto passioni e attitudini di chi sceglie di partire. Francesca, insieme a pochi e fidati collaboratori, costruisce minuziosamente itinerari e, insieme a un team di redattori, scrive guide personalizzate e nominali. Una ragazza “con la testa sempre in viaggio” insomma, eppure “quando un’idea ti scoppia tra le mani” ci sono mille cose a cui pensare. Prima di tutto far quadrare i conti, impostare un metodo di lavoro coerente e costruttivo, pianificare visibilità e comunicazione e anche affidarsi a un commercialista capace e preparato. Dietro a questi viaggi fatti a mano ci sono fogli Excel, scadenze, buste paga e beghe amministrative da tenere sempre sott’occhio.

Ma è così che il sogno e il concetto d’impresa prendono forma nel senso più bello del termine.

Onivà attraverso il viaggio fabbrica esperienze e opportunità, sposa il senso del “regalo” e lo fa accompagnando coppie, famiglie, amici e temerari solitari verso fughe di ogni tipo, a pochi passi da casa o dall’altra parte del mondo. Non esistono pacchetti già fatti, l’inedito è un imperativo, l’unicità un punto di forza. Tutt’altra scuola insomma rispetto a un tour operator o a un’agenzia di viaggio. Onivà sa che partire vuol dire dedicarsi del tempo e ti aiuta a farlo bene, portandoti dove probabilmente non saresti mai arrivato.

In una lunga chiacchierata Francesca ci porta nel suo mondo raccontandoci di quando agli scout si partiva per l’Hike. Per chi non avesse praticato, l’Hike è pura avventura, un’esperienza indimenticabile che trasforma il ragazzo in giovane uomo, in esploratore responsabile. Zaino in spalla e una busta chiusa da aprire sul sentiero per scoprire dove e come andare. Un cammino da fare soli o in “squadriglia” (gruppo di 5/7 persone) verso una meta a sorpresa sul cucuzzolo di una montagna o in un paesino sperduto. È così che nasce l’idea del “Mistery Tour”, ormai un must Onivà: «Un viaggio in cui chi parte conosce la destinazione solamente il giorno della partenza, direttamente in aeroporto o in stazione». Una formula dal successo inaspettato, «Abbiamo organizzato Mistery tour per viaggi di nozze e vacanze di famiglia anche con bambini molto piccoli oltre che per amici e coppie di tutte le età. Naturalmente prima di disegnare un viaggio del genere vogliamo conoscere bene chi sta per partire. I nostri viaggiatori compilano un questionario e a volte ci indicano un ‘complice’, un amico o un parente fidato cui possiamo fare riferimento per far si che la sorpresa sia gradita al cento per cento». E fino ad oggi i riscontri sono solo positivi, basta farsi un giro sui social Onivà per vedere foto e commenti di viaggiatori felici.

E per la serie “I sogni non finiscono mai”, le scommesse Onivà continuano.

Francesca e il suo team vogliono comprare un Van e trasformarlo in Onivàn, dando così a tutti la possibilità di un viaggio alla vecchia maniera «Di quelli con i bagagli stipati dentro l’abitacolo, la mappa aperta sul cofano e l’autoradio a tutto volume». Una sfida che chiama a raccolta romantici e curiosi del mondo e che, se dovesse diventare realtà, potrebbe vedervi sfrecciare, come si faceva una volta, lungo statali e mulattiere. Ma l’Onivàn per ora è un’idea, per vederlo in tutto il suo splendore serve il supporto di più viaggiatori possibili: ci sono 48 giorni di tempo e una piattaforma di crowdfunding. Incoraggiare e sostenere questa nuova avventura è possibile andando su Eppela.com/onivan

E a questo punto non resta che chiedersi se in quel viaggio sulla luna di cui tanto si parla Onivà non riesca a portarci davvero!