Il Majorana di Bologna cresce: nuove aule per il 2019

BOLOGNA – Una delegazione formata dai rappresentanti degli studenti dell’Istituto Majorana di San Lazzaro di Savena (Bologna) e dagli imprenditori dell’Ima e del Marchesini Group, ha convinto la Città Metropolitana a stanziare i fondi per l’ampliamento della scuola. Un’azione prevista per il 2019 secondo il documento denominato ‘programma triennale 2018-2020 dei comuni del territorio metropolitano e citta’ metropolitana di Bologna’.

Lo scorso maggio il preside Sergio Pagani e il presidente del consiglio d’istituto Giovanni Contoli, avevano invitato le aziende del territorio a un incontro. In quella sede si é discusso dell’impossibilità di ospitare tutti gli alunni che fanno richiesta d’iscrizione al Majorana, data la grande richiesta di diplomati in meccanica e meccatronica da parte delle imprese locali.

Il tasso di impiego per i neo diplomati in queste due aree di studi è molto alto: “Alcuni hanno un contratto di lavoro in mano gia’ ad aprile. A ottobre dello stesso anno, dopo tre mesi dalla fine degli studi, tutti i meccanici sono già impiegati e anche quasi tutti i diplomati in elettronica”, spiega Sergio Pagani.

Nonostante tutti gli accorgimenti didattici e logistici, però, non c’e’ piu’ spazio. Dal 2015 gli studenti del Majorana fanno come i loro compagni americani ed europei: si spostano in aule diverse a seconda della materia prevista dall’orario scolastico.

“Abbiamo sperimentato questa modalità per necessità. Le aule erano 37 e il totale delle cassi 42, con questo metodo nessuna aula e’ mai vuota, con una serie di importanti vantaggi in piu'”, racconta Pagani. “I ragazzi si muovono nell’arco di pochi minuti, cambiano aula e questo li costringe a essere piu’ ordinati, più rispettosi degli spazi e a venire a scuola con lo stretto necessario nello zaino”.

Del resto ‘sharing is caring’, direbbero i cugini anglofoni. “Sono diminuiti i furti, le aule sono piu’ ordinate e non assomigliano a dei bivacchi, gli studenti hanno la possibilita’ di sgranchirsi per un paio di minuti durante il cambio d’ora per poi riprendere le lezioni con piu’ concentrazione”, prosegue Pagani. “Al loro arrivo c’è già il professore che li aspetta perché, in questo modo, i docenti non devono spostarsi da un luogo all’altro portando con se’ libri, registro e tutto il materiale”.

Le aule non sono più ‘della classe’ ma del docente, questo permette anche di curare l’aspetto degli ambienti e personalizzarlo con elementi che riguardano la materia che vi si insegna: bandiere del Regno Unito nell’aula di inglese, mappe storiche in quella di storia, celebri scienziati in quella di fisica.

Il numero di iscritti al Majorana di San Lazzaro è in crescita costante per diversi motivi: prima di tutto il fatto che la scuola è cambiata molto negli ultimi anni. Passeggiando per l’edificio si trovano artefatti realizzati durante i laboratori d’arte, sculture, aule dedicate agli studenti disabili, pareti e arredamenti dipinti con colori sgargianti, un frutteto e un orto curato dai ragazzi disabili e dagli insegnanti di sostegno.

Il particolare mix di indirizzi è un altro elemento che fa bene alla scuola, spiega Pagani: “Con l’introduzione del liceo linguistico, anni fa, è aumentato anche il numero delle ragazze e questo ha modificato in meglio il comportamento degli studenti maschi. L’altro elemento incredibilmente positivo è che sono aumentate le iscritte a quegli indirizzi di studio che per tradizione sono esclusivamente maschili, come meccanica ed elettronica. Questo perché le studentesse sanno che possono imparare queste materie senza ritrovarsi in una scuola di soli maschi”.

Ma non è soltanto una questione di genere, la mescolanza avviene anche tra fasce sociali che normalmente vivono segregate. Al Majorana, infatti, si punta all’orizzontalita’ dell’offerta, soprattutto extra curriculare. E così succede che ai seminari pomeridiani di filosofia, pensati principalmente come approfondimento per i liceali, partecipino spontaneamente i ragazzi di meccanica. Con i soldi ricavati dal contributo volontario dei genitori, inoltre, ogni anno vengono premiati due studenti per ogni classe con ben due borse di studio da 100 euro in libri e abbigliamento.

Una borsa è destinata a chi ha la media più alta e una per chi è migliorato di più, secondo ciascun consiglio di classe, secondo parametri non solo strettamente didattici ma anche relazionali e sociali. Per il preside questo è un punto fondamentale: “Per me è importantissimo che tutti abbiano l’opportunià di sentirsi motivati allo studio, non solo chi proviene da condizioni vantaggiose già in partenza”.

Per questo Pagani ha voluto difendere il Majorana dalle ipotesi di ridimensionamento inizialmente suggerite dalla Città metropolitana per far fronte alla mancanza di spazi: l’istituto ha finalmente riscattato la propria fama, ed è diventato un punto di riferimento per le famiglie del territorio che in passsato sono state costrette a mandare i figli in altre scuole della città.

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