Alternanza e certificazione delle competenze, il modello Fonarcom

Alternanza e certificazione delle competenze, il modello Fonarcom

ROMA – “Bisogna guardare alle competenze in una prospettiva di mobilita’ nell’ambito di qualifiche europee, quindi dobbiamo impegnarci per offrire ai giovani la possibilita’ di andare ovunque dando loro un’opportunita’ di lavoro. In questo senso l’alternanza deve allinearsi con la certificazione delle competenze, perche’ se e’ parallela al titolo di studio, non lo inficia, ma lo rafforza e lo integra. Cosi’ il titolo di studio diventa personalizzato per ogni studente”. È questo il messaggio che il vicepresidente della commissione Educ-Cesi, Salvatore Piroscia, lancera’ domani a Perugia nell’ambito di ‘Alternanza e apprendistato. Nuove generazioni e nuovi lavori’, la giornata organizzata al Centro Congressi ‘A. Capitini’ da Fonarcom e patrocinata da Regione Umbria e Comune di Perugia per discutere, assieme a istituzioni, studenti, famiglie e addetti ai lavori, delle opportunita’ di inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro e degli strumenti di orientamento oggi a loro disposizione.

Cambiamenti nel mondo del lavoro, nuove competenze chieste alle aziende per raggiungere obiettivi di innovazione e sviluppo del Piano Industria 4.0, modalita’ di acquisizione in percorsi formali e non formali di competenze spendibili nel mercato del lavoro, contributo delle diverse generazioni al processo di crescita inclusiva del nostro sistema produttivo. Di questo e tanto altro si parlera’ nel corso dell’evento promosso dal Fonarcom, che si aprira’ con i saluti del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e dell’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Antonio Bartolini, e vedra’ la presenza del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, e del sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Salvatore Giuliano. La conferenza chiude una fase di sperimentazione di un progetto iniziato con un protocollo d’intesa siglato con il Miur due anni fa.

“Ci siamo impegnati per capire come un fondo interprofessionale potesse dare un contributo ai problemi dell’alternanza di allora- spiega all’agenzia Dire Piroscia- Cio’ che e’ emerso e’ che non c’era e non c’e’ una procedura di certificazione delle competenze, quindi gli studenti in alternanza acquisiscono competenze che pero’ non vengono valorizzate”. Un problema, quello della certificazione delle competenze, che Fonarcom ha affrontato dal punto di vista dei lavoratori chiamati a gestire l’alternanza scuola-lavoro all’interno delle aziende. “Abbiamo organizzato diversi corsi di formazione per tutor aziendali perche’ abbiamo notato che la scuola non parla con le aziende e che i docenti parlano una lingua diversa da quella dei tutor- racconta Piroscia- La formazione e’ stata strutturata sulla creazione di competenze specifiche come social media operator perche’ da un’indagine di mercato condotta su oltre 2mila aziende e’ emersa come risposta piu’ frequente la disponibilita’ delle aziende a dare una visibilita’ social al proprio brand. Parallelamente- aggiunge il vicepresidente della commissione Educ-Cesi- abbiamo attivato dei corsi completamente online per docenti e tutor scolastici e per i ragazzi, collegati ai programmi di formazione continua dei lavoratori. Questo ha permesso a tutor aziendali, scolastici e studenti di apprendere gli stessi contenuti di base e, attraverso una piattaforma, di progettare un percorso personalizzato di alternanza scuola-lavoro”.

Grazie a questo tipo di pianificazione, ciascuna azienda ha selezionato gli studenti in base al canale social di interesse e i ragazzi hanno messo a disposizione il proprio know how calibrandolo sulle esigenze delle aziende ospitanti. Al centro del percorso, la certificazione delle competenze: “Nel 2015 non esisteva certificazione- precisa Piroscia- Poi abbiamo avviato una sperimentazione in Umbria, Puglia, Sicilia e Lazio, individuando all’interno dei piani per l’offerta formativa le qualifiche vicine alle competenze che abbiamo fornito ai nostri lavoratori. Nel 2017 abbiamo allineato i nuovi programmi a competenze che potessero essere certificate nelle qualifiche presenti nell’offerta formativa di queste quattro regioni”.

A mostrarsi piu’ sensibile in questo percorso e’ stata proprio la Regione Umbria, dove e’ stata sperimentata “la prima procedura di certificazione delle competenze”. Un modello gratificante di formazione continua per il lavoratore in azienda che e’ stato premiato grazie all’inserimento degli scatti di competenza all’interno del proprio contratto e che, rimodulato, potrebbe essere adottato nel mondo scolastico: “Noi abbiamo detto alle aziende di ascoltare i giovani e capire cosa sanno fare veramente per dare loro la possibilita’ di scoprire cosa vorranno fare da grandi. La scuola, d’altro canto, deve allinearsi con l’offerta formativa regionale- sottolinea Piroscia- Lo scoglio piu’ grosso sara’ coniugare nella certificazione delle competenze la formazione dei ragazzi a scuola con quella realizzata in azienda”. Obiettivo finale, secondo il vicepresidente Piroscia, e’ garantire una mobilita’ internazionale basata non piu’ sugli scambi tra scuole o universita’ e sui titoli di studio, ma su un quadro europeo di qualifiche: “Col titolo di studio non ci si sposta, sono le competenze a dare la possibilita’ ai futuri lavoratori di trasferirsi da un Paese all’altro con maggiore facilita’. L’Europa ci sta chiedendo questo- conclude Piroscia- di mobilitare i giovani lavoratori in un quadro europeo delle qualifiche dove e’ la competenza la prima carta da giocare”.

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