TROVARE UN POSTO NEL MONDO

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Dalla passione per le storie inventate a quella per le storie reali: Caterina Manzi e la sua personalissima sceneggiatura

#faccioquellochemipiace
di Fabrizia Ferrazzoli

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Roma – Mettersi sulla strada giusta dopo aver scelto il percorso di studi migliore è spesso il modo più efficace per raggiungere i propri obiettivi professionali, ma a volte il fattore imprevisto può portarci dove non avremmo davvero immaginato.
La storia di Caterina Manzi ne è l’esempio lampante: come può una sceneggiatrice in carriera diventare improvvisamente un punto di riferimento per il colosso mondiale del turismo Airbnb?

Il suo è un vissuto di soddisfazioni e traguardi, ma anche di ripensamenti, mal di pancia e inaspettati nuovi inizi. Dopo la laurea in lettere, il corso di sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia e una carriera avviata, quello che sulla carta sembrava il lavoro perfetto diventava giorno dopo giorno ingombrante e schiacciante. Nella sua esperienza lunga cinque anni la curva di soddisfazioni e di felicità ha oscillato tra alti e bassi perché, per scrivere una storia, bisogna fare i conti con diversi reparti e mettere d’accordo regia, produzione ed emittente televisiva: un ambiente lavorativo non sempre facile e accogliente in cui il paragrafo rapporti umani può essere spesso abbastanza complesso.

«Scrivere mi piaceva ma era diventato una piccola percentuale del mio lavoro, dovevo fare self marketing e vendermi. Ho iniziato a stare male ogni volta che avevo una riunione: somatizzavo»

Caterina allora ha messo un punto e stravolto ogni scelta, “scrivendo” dall’inizio un altro capitolo – inedito – della propria vita. Durante questi anni, insieme al compagno – sceneggiatore anche lui – si sono iscritti a “scambiocasa”, un portale che mette in rete viaggiatori offrendo loro la possibilità di andare ovunque nel mondo alloggiando gratis. Un privilegio che uno scrittore free lance può concedersi, un’esperienza che ha portato decine di persone da ogni parte del mondo in casa loro e ha fatto sì che potessero lavorare in posti lontani e inaspettati. Fantascienza per molti, perché dieci anni fa era pura avanguardia.

Nasce allora in Caterina la curiosità di cercare in rete siti o agenzie che la mettessero in contatto con viaggiatori per affitti brevi, un modo semplice per monetizzare ospitando persone a casa.

Era il 2010 quando si è imbattuta in Airbnb, una giovane società ancora sconosciuta. Inizia così la sua esperienza da “Host”, e se oggi in Italia è un business per tutti, ai tempi era affare per pochi.

Nessuna diffidenza, mettersi in casa uno straniero era per lei puro divertimento. Un mix fortunato di coraggio, fiducia e leggerezza l’ha portata in una direzione imprevista, regalandole nuovi scenari.

E per la serie “il primo ospite non si scorda mai”, quella coppia di anziani in arrivo dall’India ha lasciato il segno nel cuore e nella testa di Caterina. Fare l’host è diventato con il tempo non solo un’occasione per affittare casa e andare in vacanza, ma molto di più. Così ha iniziato ad accogliere viaggiatori anche quando era a Roma, appoggiandosi da amici e parenti per non rinunciare al gusto di incontrare e conoscere turisti in arrivo da ogni parte del mondo.

«Mi piaceva l’idea che le persone stessero bene a casa mia e preparavo ogni volta consigli e idee su cosa fare e dove andare. Ho iniziato così a capire che il turismo sarebbe potuto diventare una nuova professione»

In poco tempo è successa la rivoluzione e la fascinazione per un settore sconosciuto si è trasformata nel lavoro della vita. Perché le storie si possono creare al di fuori delle pagine scritte ed esistono anche nella vita vera, così il fuoco della sua prima scelta professionale si è acceso più vivo per il mondo dei viaggi.

Candidarsi a tutte le “job position” aperte sul sito di Airbnb è stato il passatempo di giorni e, dopo diverse skype calls e un viaggio (tutto pagato) a San Francisco, Caterina ha iniziato il suo training nella città statunitense entrando a far parte della squadra.

Come nelle migliori storie, la sua comincia dal basso, facendo assistenza ai clienti italiani e risolvendo i rapporti tra viaggiatori e host che non parlavano l’inglese. Mentre il cambiamento agli occhi degli altri pareva bizzarro e svilente, Caterina scommetteva tutto, convinta che questa sarebbe stata la strada più giusta.

Si è candidata con l’umiltà di chi ricomincia da zero, la tenacia e l’impegno l’avrebbero portata lontano. «Qui San Francisco, avrai grandi opportunità di carriera» le aveva detto il team di Airbnb.

Un’avventura iniziata con un contratto a tempo indeterminato e un trattamento professionale a cui non era abituata. Da ormai otto anni Caterina si sente a casa in ogni angolo del mondo: Londra, Parigi, Amsterdam, Singapore, New York e San Francisco non hanno segreti. Community Manager, Global Community Strategist e responsabile delle “Esperienze Airbnb in Italia”: sono alcuni dei ruoli ricoperti in questi anni.

Caterina ha saputo ascoltarsi e ha seguito l’istinto. Contro tempo e contro tutti si è assunta le responsabilità di una scelta azzardata: il suo percorso ci insegna che nella vita tutto serve e tutto torna e, come nelle migliori sceneggiature, il colpo di scena è servito a trasformare la sua storia nella migliore delle storie.

#faccioquellochemipiace

Diregiovani.it presenta la nuova rubrica #faccioquellochemipiace: la storia di chi fa da sé, si inventa e ci riesce, di chi ha dato una svolta alla vita con mosse vincenti e rivoluzionarie. Racconti felici di chi osa e tenta di realizzare le proprie aspirazioni professionali. Documenti che parlano di un pezzo d’Italia, quella più laboriosa e spesso silenziosa. Storie di una generazione che cambia e che cresce, con un pizzico d’incoscienza e una sana dose di resilienza.