Disastro del Vajont, cosa accadde 55 anni fa

9 ottobre 1963, come ogni mercoledì sera italiano, famiglie e amici si riunivano davanti al televisore per assistere alla partita di Coppa dei Campioni, la “vecchia” Champions League.
Quel campionato vedrà trionfare l’Inter, in finale contro il Real Madrid.

Disastro del Vajont

Ore 22.39. Una frana precipita dal monte Toc nel bacino della diga del Vajont.
Il muro di cemento regge il peso massiccio del fango e dell’acqua, ma non argina l’onda di 230 metri di altezza che scavalca la diga.

50 milioni di metri cubi di acqua si riversarono ai pendii del monte Toc, distruggendo le città di Longarone, di Erto e di Casso e spazzando via in 4 minuti 1910 persone.

Sono passati 55 anni dal disastro del Vajont, ma ancora quelle 1910 anime sono in attesa di giustizia.
Inchieste, indagini e testimonianze hanno aiutato a ricostruire la dinamica del disastro, ma la verità è ancora lontana.

Una tragedia annunciata, nascosta negli anni dietro la parola “fatalità”.
La colpa umana è stata la miccia del disastro. Evitabile. Su questo oggi sono tutti d’accordo.

Si parla di interessi economici e politici, di controlli geologici superficiali, di competenze architettoniche inadeguate.

Sono passati 55 anni e l’eco dell’onda della morte non è ancora svanito.
Del disastro del Vajont resta in piedi solo la diga, che rimane immobile al suo posto, simbolo delle colpe dell’uomo.

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