M¥SS Keta spiega com'è vivere in "capslock", l'intervista

M¥SS Keta spiega com’è vivere in “capslock”, l’intervista

Da Milano con furore, “dalla spuma delle birre Peroni”

ROMA – Esuberante, pungente e misteriosa. M¥SS Keta, da Milano con furore, “dalla spuma delle birre Peroni”. Si racconta così la rapper mascherata, che sta vivendo un periodo d’oro con la sua musica.

Dal backstage di Spring Attitude, uno dei più grandi festival internazionali di musica elettronica e cultura contemporanea,  M¥SS ci ha raccontato questo suo 2018, che ha visto l’uscita del suo primo album: Una vita in Capslock. Cresciuta sul web, per risalire alla sua “nascita” artistica bisogna tornare indietro nel 2013. In quell’anno la pubblicazione di Milano, sushi e coca, primo singolo elettro-pop che l’ha lanciata nell’universo musicale. Cinque anni dopo, M¥SS Keta “lascia” Milano per raggiungere un pubblico più vasto. In mezzo, tante vicissitudini e la convinzione di dover faticare più degli altri per affermarsi. Donna e rapper in un mondo che sembra fatto per soli uomini. 

“La viralità è stato sicuramente il primo elemento che ha fatto conoscere M¥SS Keta al mondo, però c’è un tipo di pubblico che si ferma all’apparenza – ci ha spiegato -. Quel tipo di pubblico vede un video di M¥SS Keta e scrive ‘troia’ sotto, mentre vede un video di un maschio e dice ‘non mi piace la canzone’. Questa è la mentalità da abbattere”.

M¥SS Keta, però, lo spazio “degli uomini” se lo è preso con forza e lo rivendica. “Non sopporto chi mi definisce trash in questo momento, è una parola stra-abusata”. Seguendo l’esempio di Madonna – “mia madre” – M¥SS Keta rinnova se stessa ogni volta, raccontandosi  con un’immagine ben precisa che comunica anche attraverso i suoi social. 

In questi giorni, M¥SS Keta sarà protagonista di Strafactor accanto alla Dark Polo Gang, un’esperienza nuova in cui, racconta, “ci siamo divertiti come degli scemi”.