‘Prepararsi al futuro’, al via ciclo di conferenze ideate da Piero Angela

ROMA – “Chi ha oggi 20 anni vivrà gran parte di questo secolo e dovrà affrontare in modo nuovo una società in continua trasformazione economica, tecnologica, democratica, culturale. E’ in questo momento, sui banchi delle università e delle scuole superiori, che si forma la futura classe dirigente: voi dovrete esserci dentro, con lucidità e competenza. Il nostro Paese ha oggi estremamente bisogno di uno sforzo educativo che impegni soprattutto le nuove generazioni. Ognuno è chiamato a fare la sua parte”. Sono le parole che Piero Angela ha scritto in una lettera inviata agli studenti che prenderanno parte al progetto ‘Prepararsi al futuro’, realizzato dalla Fondazione per la scuola della compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Politecnico di Torino e l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte.

Iniziativa avviata nell’anno scolastico 2017-2018 e che quest’anno cresce con un ‘complemento di programma’ proposto da Piero Angela. Vengono così integrati nelle materie tradizionali temi chiave della contemporaneità: l”Infosfera’, l’intelligenza artificiale, il rapporto tra storia, tecnologia e creatività, l’ambiente e l’energia, la questione demografica e le grandi migrazioni. Dall’11 ottobre quattrocento studenti tra i più brillanti di Torino- un campione significativo della classe dirigente dei prossimi decenni, selezionato tra gli studenti del Politecnico di Torino e degli ultimi anni delle scuole superiori torinesi- incontreranno illustri scienziati attivi in fisica, biologia, medicina, informatica ed ecologia ma anche esponenti della politica e della società civile, imprenditori, esperti di comunicazione. Il tutto sotto la regia di Piero Angela, simbolo della divulgazione in Italia.

Le venti conferenze, raggruppate in dieci incontri moderati da Piero Bianucci, si terranno presso l’aula magna del Politecnico di Torino. Saranno trasmesse in streaming e disponibili on demand sui siti della Fondazione per la scuola, del Politecnico di Torino e dell’associazione CentroScienza. E come le conferenze della stagione precedente, andranno a incrementare un serbatoio di conoscenza, una library online a disposizione di tutti. Il programma si chiuderà il 26 febbraio con un seminario di confronto tra giovani ed esperti sul tema ‘Professioni di domani’: lavori che nel 90% dei casi non esistono ancora.

“Sosteniamo anche quest’anno con grande passione e coinvolgimento delle nostre strutture il ciclo di conferenze ideato da Piero Angela, volto ad aiutare i giovani a intercettare e affrontare i cambiamenti nel modo del lavoro. Quello delle nuove professioni è un tema cruciale per le nuove generazioni, in un momento in cui cinque su dieci di quelle attuali sono destinate gradualmente a scomparire, soppiantate da nuovi servizi digitali, dalla robotica e dall’intelligenza artificiale. La mancanza di certezze per il futuro dei nostri ragazzi rende fondamentale uno sforzo da parte delle scuole ad insegnare agli studenti ad imparare: le nuove generazioni cambieranno molte volte lavoro durante la loro vita e dovranno tornare a scuola almeno cinque volte. Se si sa come apprendere, si può più facilmente rinnovare le proprie conoscenze e competenze ed evitare di essere esclusi dal ciclo del lavoro”, ha commentato Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo.

L’idea del ciclo di conferenze di Piero Angela è stata contagiosa: si replica infatti quest’anno a Roma Tor Vergata dal 5 ottobre e anche la Fondazione Kessler di Trento e l’Università Federico II’ di Napoli stanno mettendo a punto un loro programma. “Questa iniziativa rappresenta senza dubbio un’occasione importante di confronto tra il mondo della cultura, della ricerca e della società civile: uno dei nostri principali obiettivi- afferma Guido Saracco, Rettore Politecnico di Torino- è proprio di fornire ai nostri studenti gli strumenti per interpretare ed intervenire sui cambiamenti sempre più rapidi che caratterizzano questi anni, perché saranno loro a doversi impegnare per dare risposte alle domande poste dalla società e l’incontro con personalità di ambiti diversi, magari un po’ inconsueti nella formazione tecnica tradizionale, consentirà loro di acquisire delle chiavi di lettura uniche per interpretare il mondo in cui viviamo”.

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