DARE VOCE ALLA MUSICA

DARE VOCE ALLA MUSICA

Braingasm Lab e i microfoni d’autore di Teo Pizzolante

#faccioquellochemipiace

di Fabrizia Ferrazzoli

di Fabrizia Ferrazzoli

Roma – Può succedere inseguendo una passione di aprire gli occhi e accorgersi di un mondo che non avevamo calcolato. Teo Pizzolante, aspirante rockstar e sulla carta ingegnere delle telecomunicazioni, dopo anni sopra e sotto il palco si è inventato un lavoro, mettendoci dentro tutta la musica suonata e ascoltata e la teoria studiata e applicata. Una laurea, un corso da tecnico del suono e dieci anni dietro al mixer di un locale lo hanno portato nel mondo dei microfoni, catapultandolo dall’altra parte del mondo.

Un viaggio lungo quindici anni che parte da Brindisi, la città in cui è cresciuto, attraversa Bologna, Roma e si ferma, per ora, a Viña del Mar, in Cile. Una storia d’amore e resistenza che ricomincia sull’Oceano Pacifico.

«La mia passione da bambino era smontare e rimontare giocattoli. Nonno Uccio lavorava in un negozio di tendaggi e mi portava nelle case a fare il piccolo aiutante, così ho scoperto gli attrezzi e la ferramenta. Sporcarmi le mani era ed è la cosa che mi dà più gusto»

Come molti per un periodo ha sognato di diventare astronauta, poi ha iniziato a suonare. Con la prima chitarra elettrica sono arrivati amplificatori e pedali, nuovi giochi da smontare e rimontare. A Bologna studia ingegneria delle telecomunicazioni, una facoltà innovativa per un mondo non ancora iperconnesso. Finiti gli studi nel 2004 sarebbe stato facile per Teo entrare nel mondo del lavoro ma decide di seguire la sua band a Roma, mettendo la musica al centro delle sue scelte.

Nella capitale ha suonato, ha fatto il barman ed è diventato tecnico del suono: è così che la passione per la musica e quella per l’elettronica si incontrano e diventano un lavoro. Dal 2006 al 2014 Teo è stato il fonico di uno dei locali più underground di Roma e, contemporaneamente, per tre anni, è stato microfonista all’Auditorium Parco della Musica, imparando ad allestire un palco a regola d’arte. Ancora giovanissimo si è trovato a lavorare con dei giganti della musica: da B.B. King ai Sigur Ros. Esperienze con un’attrezzatura “esagerata” al fianco di professionisti di alto livello da cui ha imparato un “metodo”. È qui che per la prima volta è entrato davvero a contatto con i microfoni, piccoli grandi apparecchi dal potere infinito.

Nel giro di pochi anni Teo si è costruito uno studio di registrazione mobile, ma nel suo bagaglio di strumenti a mancare erano sempre loro: i microfoni, doveva chiederli in prestito o noleggiarli. La cosa che più lo appassionava era quella che dal punto di vista economico non poteva permettersi. Si è ricordato allora di avere una laurea in ingegneria e ha deciso di mettersi alla prova.

La prima scommessa è stata accogliere la proposta di fare uno spettacolo di audio immersivo in tecnica binaurale. Di fatto bisognava realizzare cortometraggi solo in audio con uno strumento particolare e molto costoso che si chiama Dummy Head, “una testa di manichino con due microfoni in miniatura messi al posto dei timpani”. La sfida consisteva nel riuscire a ricostruirlo con le stesse prestazioni ma a prezzi sostenibili. “Frankie”, il primo Dummy Head firmato Teo Pizzolante, nasce nel 2010.

«Fino a quel momento avevo smontato, da allora ho iniziato a montare e costruire».

È riprendendo in mano i libri dell’università – dieci anni dopo – che quello che aveva studiato iniziava a risultargli molto più chiaro, trovando magicamente un senso e un posto nella sua vita. Scattata la scintilla, Teo diventa un “artigiano del suono” e session dopo session, sempre più musicisti gli commissionano microfoni.

Un percorso il suo che arriva dal mondo del punk, dell’underground e del “fai con quello che hai”. Tra il mestiere notturno di fonico nei locali e quello diurno in uno studio di doppiaggio nasce in un angolo di casa un laboratorio a cui dedicare ritagli di tempo e nottate intense di lavoro. Nel giro di due anni, era il 2012, nasce così BRAINGASM LAB. Un laboratorio artigianale unico in Italia che ha l’obiettivo di progettare, costruire e customizzare microfoni da studio altamente tecnologici ma a un prezzo accessibile. A sceglierlo tra i tanti ci sono oggi Litfiba, Afterhours, Sud Sound System, Daniele Silvestri e molti artisti della scena indie italiana come i Bud Spencer Blues Explosion.

«L’Italia è piena di persone che come me hanno idee, voglia di fare, ma poco potere d’investimento. Per riuscire non rimane altro che l’ingegno e l’antica arte di arrangiarsi»

Dai lavori su commissione e customizzazione è passato oggi a creare una linea tutta sua. È anche scrivendo articoli e recensioni sul suo sito che Teo ha costruito una rete e stretto collaborazioni con addetti ai lavori che da subito gli hanno riconosciuto un primato in un campo inesistente in Italia. Non è un caso che da anni sia invitato a tenere workshop e lezioni sul tema in tutto il Paese. Con la dedizione di chi fa e crede in quello che gli piace, Teo ha saputo ritagliarsi un posto d’onore in un mondo di nicchia, creando prodotti su misura cuciti addosso al cliente. Unendo tecnica e scienza alla passione per la musica Teo è arrivato dove non avrebbe mai pensato. Il suo lavoro e i suoi contenuti hanno catturato anche l’attenzione di un brand internazionale che dopo un periodo di collaborazione gli voleva affidare una filiale a Barcellona, un’offerta interessante però rifiutata.

È alla controproposta che Teo non ha potuto dire di no: seguire la produzione dei microfoni Stam Audio nella sede Cilena, a Viña del Mar, potrebbe rappresentare la svolta di una vita.

Una scelta comunque difficile anche per chi come lui, appassionato di cultura latina, ha scelto il Sud America per il viaggio di Nozze. Una vera e propria rivoluzione nonostante una casa sul mare sia un ritorno alle origini. Lasciare un posto, due lavori e trasferire una famiglia rappresenta un cambiamento davvero importante.

«Davanti ad una delle opportunità più belle della mia vita ho avuto paura. Sono anni che dicono di accontentarci, di ringraziare se abbiamo un lavoro e veniamo pagati. E noi ci crediamo. Leggo Alejandro Jodorowsky da quando sono ragazzino. È uno scrittore cileno che mi ha cambiato la vita. Da sempre sogno di andare a Val Paraiso: Viña del Mar è lì. A un certo punto ho capito che sono andato a cercarmi tutto questo come direbbe Jodorowsky in maniera “psicomagica”»

Dopo notti insonni, liste di sì, liste di no, picchi di entusiasmo e momenti di sconforto, Teo ha lasciato lo studio di post produzione in cui lavorava e ha smesso di “resistere”.

Portandosi dietro il suo laboratorio è pronto a partire, consapevole di una scelta che lo apre al mondo e regalando a sé e alla sua famiglia prima di tutto un’esperienza.

#faccioquellochemipiace

Diregiovani.it presenta la nuova rubrica #faccioquellochemipiace: la storia di chi fa da sé, si inventa e ci riesce, di chi ha dato una svolta alla vita con mosse vincenti e rivoluzionarie. Racconti felici di chi osa e tenta di realizzare le proprie aspirazioni professionali. Documenti che parlano di un pezzo d’Italia, quella più laboriosa e spesso silenziosa. Storie di una generazione che cambia e che cresce, con un pizzico d’incoscienza e una sana dose di resilienza.