A Roma al Maxxi l'alternanza si fa... arte

A Roma al Maxxi l’alternanza si fa… arte

ROMA – “Tutta l’arte è completamente inutile”, sosteneva Oscar Wilde alla fine dell’800. Ma nel 2018 le cose sono cambiate. Ne sanno qualcosa i ragazzi coinvolti nel progetto di alternanza scuola lavoro Maxxi A(r)t Work, un percorso che vuole accompagnare i più giovani alla scoperta dell’organizzazione di un museo. Per una settimana i ragazzi invadono gli spazi del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a Roma, esplorando le varie figure professionali che lavorano dietro le quinte di un museo. Immersi nel mondo dell’arte, gli studenti partecipano a dei workshop e, nel pomeriggio, mettono in pratica quanto imparato ideando e sviluppando un percorso artistico nelle sale del museo.

“Rispetto a una semplice visita guidata, in questo progetto i ragazzi vengono a conoscenza di tutta la struttura di un museo- racconta Federico Borzelli, curatore del progetto- Dopo questa esperienza capiscono che qui non c’è posto solo per architetti e storici dell’arte, ma anche per legali, specialisti del marketing o della comunicazione, e tante altre figure”.

Negli spazi del Maxxi i ragazzi disegnano, progettano e colorano i loro percorsi artistici, ultima tappa di un cammino di avvicinamento all’arte iniziato una settimana fa. Gli studenti dell’Istituto Santa Maria di viale Manzoni hanno cominciato il loro percorso partendo dalla scrittura di una recensione su un’opera. Poi, nelle lezioni successive, hanno approfondito tutti gli aspetti dell’organizzazione di una mostra, dal team building al public engagement. Parole d’ordine: orientamento e sperimentazione.

“Di solito i ragazzi sono passivi, invece questo progetto li mette alla prova e li stimola”, commenta Marco Valli, docente del liceo classico dell’Istituto Santa Maria. C’è chi ha ideato una mostra contemporanea che unisce la fredda luce del neon alla calda atmosfera dell’arte medievale, o chi costruisce installazioni basate sull’illusione ottica. Per alcune ragazze questa è “un’esperienza che ha cambiato il nostro modo di vivere l’arte, adesso ci interessiamo alle mostre e andiamo a visitarle nel tempo libero, anche con i nostri genitori e i nostri amici”.

Per Borzelli, infatti, “il risultato più importante è lasciare loro qualcosa che possa fare capire e apprezzare l’arte per tornare nei musei e viverli attivamente”. Grazie al progetto, sviluppato in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma e Regione Lazio, alcune scuole hanno allestito mostre artistiche nei corridoi dei propri istituti. Per molti di loro l’arte resterà solo un hobby, ma ad alcuni questo progetto ha cambiato la vita. Come Chiara, che ha abbandonato l’idea di frequentare medicina per iscriversi ad un corso in marketing culturale, o Giacomo, che ha intrapreso la carriera di architetto e vorrebbe diventare designer.