Disegnare la moda. La rivoluzione di Antonio Lopez in un documentario

Disegnare la moda. La rivoluzione di Antonio Lopez in un documentario

È intitolato "Antonio Lopez 1970: Sex, Fashion & Disco" il film di James Crump dedicato all'illustratore più significativo e visionario del mondo del fashion

Roma – Ci sono opportunità che gli appassionati di moda e design devono prendere al volo; succede ad esempio quando alcuni registi si assumono la responsabilità di raccontare e ricostruire il vissuto di personaggi che hanno lasciato il segno e di cui, purtroppo, non si sente parlare abbastanza. È uscito negli Stati Uniti “Antonio Lopez 1970: Sex, Fashion & Disco”, un documentario firmato James Crump dedicato a uno degli illustratori più significativi e visionari del mondo del fashion. Il film fa il giro dei festival da più di un anno e – sembra – arriverà presto anche in Italia; nel frattempo però vi consigliamo di googlare Lopez per entrare il più possibile nel suo mondo sballato e rivoluzionario. Vi farete un viaggio tra New York e Parigi alla scoperta di un linguaggio espressivo che ha fatto scuola, troverete storie legate a un creativo difficile da etichettare perché capace di mescolare più abilità.

Il regista di “Antonio Lopez 1970: Sex, Fashion & Disco” esplora la New York più glamour tra il 1969 e il 1973, testimoniando il mondo di eccessi e le relazioni burrascose e aperte che Lopez aveva con donne e uomini, oltre ai rapporti con Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld e Juan Ramos.  

Nato nel 1943 a Porto Rico, Antonio Lopez si è trasferito con la famiglia a New York negli anni Cinquanta crescendo nei sobborghi di Harlem. Ha frequentato il Chelsea Hotel e il Max Kansas City dove incontrava regolarmente Andy Warhol. Le strade della grande mela sono entrate nei suoi disegni raccontando la scena underground newyorchese, il suo tratto moderno e originale lo ha reso il protagonista assoluto di un cambiamento portandolo a illustrare le più importanti riviste di moda nel mondo. Figura chiave degli anni Settanta e Ottanta è morto nel 1987 dopo aver combattuto per anni con l’Hiv e lasciando un patrimonio a colori da cui ancora oggi si impara e si prende.

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