Nasce il primo osservatorio contro il cyberbullismo

Nasce il primo osservatorio contro il cyberbullismo

“L’unico modo per superare il dolore della morte di mia figlia e’ pensare che oggi il suo messaggio possa essere d’aiuto ai ragazzi vittima di bullismo, perche’ come scrisse Carolina, le parole feriscono piu’ delle botte”.

Parla con emozione e speranza il padre di Carolina Picchio, prima vittima accertata di bullismo che lascio’ per iscritto la testimonianza della sua sofferenza. Oggi il fenomeno che riguarda circa un ragazzo su quattro, cerca nuovi strumenti per un uso sano e consapevole della rete, e trova sostegno nell’impegno del Papa. È infatti per volonta’ del pontefice Jorge Maria Bergoglio che e’ stato istituito il primo osservatorio globale sul Cyberbullismo, presentato questa mattina nella sede di Radio Vaticana a Roma. L’international Cyberbullying Observatory nasce con tre obiettivi: ascoltare e raccogliere la voce degli adolescenti, esplorare le leggi prodotte in materia e individuare nuove pratiche per ridurre il fenomeno.

“Se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo farlo partendo dall’educazione- ha detto Jose’ Maria del Corral, presidente della fondazione Scholas- in tutti i posti del mondo i giovani si sentono soli, e questo problema ci ha dato l’impulso per fare qualcosa di concreto”. Da domani partira’ la ricerca scientifica sul cyberbullismo, i cui risultati verranno presentati ad aprile nel primo congresso mondiale sul cyberbullying. Un appuntamento per ascoltare le proposte dei ragazzi e provare a risolvere il problema assieme alle istituzioni e gli stakeholders.

Al congresso parteciperanno anche 50 universita’ e delegati provenienti da 30 Paesi del mondo, perche’ oggi il cyberbullismo e’ sempre di piu’ un problema globale.

“Quello che vorrei dire ai ragazzi e’ abbracciatevi, tornate ad avere amici veri e rapporti sinceri- continua il padre di Carolina Picchio- tornate ad essere solidali tra voi. Vogliamo capire il fenomeno a livello globale, perche’ solo conoscendolo possiamo limitarlo”.

Nel 2018 in Italia si sono registrati 1200 casi di bullismo, e l’80% ha coinvolto adolescenti. Tra di loro, l’11% che ha subito episodi di bullismo ha tentato il suicidio. “Oggi internet e i social network possono essere qualcosa di bello, ma fanno perdere il contatto con la realta’- commenta Alessandro, giovane perugino tra i coordinatori del comitato scientifico- se utilizzato male, internet puo’ essere un luogo negativo”.

E dunque il bullismo non e’ solo aggressione fisica. Per Papa Francesco il principale responsabile se’ il pubblico, che assiste in silenzio alla forza del branco. Grazie alla collaborazione con Fondazione Scholas Occurrentes e Fondazione Carolina Onlus, l’osservatorio promuovera’ un sondaggio mondiale sul fenomeno per dare voce al dolore silenzioso di chi non puo’ parlare.