Adolescenti, 17% vive situazioni di disagio sociale

Adolescenti, 17% vive situazioni di disagio sociale

ROMA – Oggi il 7,1% degli adolescenti vive in contesti problematici, e chi ha meno di 17 anni ha una probabilita’ di diventare povero cinque volte di piu’ dei loro nonni. È la realta’ descritta dall’Atlante per l’infanzia a rischio promosso da Save the Children e Treccani, quest’anno dedicato alle periferie territoriali ed educative. “Occorre creare le condizioni per cui ogni bambino possa crescere in un ambiente sano- ha commentato il presidente della Camera Roberto Fico, che ha aperto il convegno di questa mattina a Palazzo Montecitorio- Ci vuole un cambio di mentalita’, il nostro Paese deve investire nei comuni con problematiche sociali e fare squadra per riuscire a risolvere i problemi piu’ gravi; questa dev’essere la nostra priorita’”, conclude il presidente, che accenna alle difficili condizioni di Napoli, citta’ in cui e’ nato e centro di un “forte disagio, anche nelle zone centrali”.

L’Atlante dell’infanzia a rischio, giunto alla sua nona edizione, rappresenta la fotografia dello stato dell’infanzia in Italia, analizzando le problematiche sociali dal punto di vista dei bambini. Quest’anno il progetto curato da Giulio Cederna si concentra sulla periferia, “per rimettere al centro i bambini, in un lavoro di ascolto e coinvolgimento”, ha spiegato il ricercatore ed esperto in comunicazione sociale. Un viaggio che attraversa l’Italia da nord a sud, raccontando le periferie tramite le immagini di Riccardo Venturi e i dati raccolti dall’Istat. Trecento pagine di informazioni, fotografie e storie che parlano di difficolta’ ma anche speranza.

“Le periferie sono al centro dell’attenzione solo per la cronaca, mai quando si parla di progetti futuri- ha detto Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia- Ma oggi le periferie sono anche i luoghi dove si concentra la crescita demografica, e dimostrano quindi di avere la capacita’ di rinascere e di ripartire”. E il bambino, come soggetto debole, rappresenta la periferia stessa, periferia sociale e periferia dell’adulto, perche’ ai margini della vita vera. “Ma non e’ cosi’- ammonisce Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia- Il bambino e’ gia’ una persona, da considerare al centro dell’attenzione morale e sociale. Il nostro Paese sta invecchiando e i giovani sono lasciati sempre piu’ in periferia- ha continuato Neri- ma bisogna investire nei ragazzi, perche’ quando investiamo in quei luoghi e quelle persone, il nostro impegno ritorna”.

Tra le testimonianze dei ragazzi e degli attori sociali coinvolti nel progetto, anche quella di Maria Elena Tramelli, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Teglia di Genova, che ha raccontato le difficolta’ del suo lavoro come rappresentante delle istituzioni in una zona resa ancora piu’ disagiata dopo la tragedia del Ponte Morandi. “Oggi tutti noi abbiamo il dovere di ricreare un ponte culturale per dare ai bambini le possibilita’ che sono venute a mancargli- ha detto la dirigente- Nelle zone di periferia e’ molto difficile far valere i loro diritti, ma allo stesso tempo nelle zone di frontiera si possono costruire percorsi stimolanti e progettare il nostro futuro con positivita’”.

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