Tutele in conflitti tra genitori, ecco proposta di legge Di Biase

Tutele in conflitti tra genitori, ecco proposta di legge Di Biase

ROMA – Rimettere al centro i minori, troppo spesso vittime di separazioni e divorzi non pacifici. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dalla consigliera dem della Regione Lazio Michela Di Biase, che oggi ha illustrato il testo insieme al Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza del Lazio, Jacopo Marzetti. Tra gli interventi previsti, la creazione di sportelli che possano affiancare sia i genitori che i figli nel momento della crisi coniugale, progetti scolastici, formazione per il personale docente e per il personale del sistema sanitario nazionale, come i pediatri, e anche la nascita di una Consulta regionale sulla conflittualita’ genitoriale. Con l’iniziativa di Di Biase, il Lazio diventa la prima Regione in Italia a presentare una proposta su questo tema, mettendo a disposizione di Comuni, Municipi romani, enti locali, aziende sanitarie e scuole risorse pari a 100mila euro per il 2018, che salgono a 400mila per il 2019 e il 2020.

“La volonta’ di presentare questa proposta nasce da un principio che bisogna tenere saldo: si rimane genitori per tutta la vita, anche dopo la separazione”, ha tenuto a dire Di Biase, per la quale “e’ necessario rimettere al centro la figura del minore, talvolta usato come clava rispetto a uno o all’altro genitore”. Un intervento normativo “fondamentale, il piu’ importante fatto negli ultimi anni in tema di minori”, ha aggiunto il Garante Marzetti, che ha ricordato come il Lazio sia stato “la prima Regione a legiferare sui temi del bullismo e del cyberbullismo e dei minori non accompagnati, e con questa proposta diventa la prima a presentare un progetto sulla conflittualita’ genitoriale”.

Negli ultimi anni, sono sempre di piu’ i casi di separazione, di divorzio e soprattutto di controversie sulla responsabilita’ genitoriale per i minori. Solo a Roma, ha riportato Marzetti, si contano cinquemila separazioni l’anno con un elevato numero di conflitti che cresce in modo esponenziale nelle aree piu’ povere, come le periferie. “Sono tantissime le donne che non lavorano e che hanno su di loro tutto il peso del post separazione”, ha aggiunto Di Biase che ha spiegato di aver presentato la proposta a cavallo di due date importanti, quella di ieri, giornata dedicata ai minori, e quella del 25 novembre, dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne.

“Ma questi temi vanno affrontati ogni giorno- ha tenuto a dire la consigliera- perche’ ormai il fenomeno delle separazioni e’ cresciuto in modo esponenziale. La questione che ho voluto affrontare e’ proprio il momento in cui si vive la crisi, perche’ bisogna tenere presente che pur venendo meno il rapporto coniugale, non puo’ venire meno il concetto di genitorialita'”. Il testo, composto da 8 articoli, definisce tra l’altro le azioni di contrasto alla conflittualita’ genitoriale, a partire da iniziative volte a prevenire situazioni di disagio familiare nell’ambito dei distretti socio-sanitari della Regione Lazio, corsi, programmi di assistenza e sportelli di ascolto, “perche’ ascoltare i ragazzi e’ fondamentale per centrare obiettivo”.

E poi corsi di formazione sia per il personale del sistema sanitario che di quello delle scuole, dove la proposta di Biase prevede progetti di alfabetizzazione emotiva e giornate informative. In parallelo, nascera’ una Consulta regionale sulla conflittualita’ genitoriale, “perche’ su alcune questioni dobbiamo tornare a dialogare con le persone che si occupano di questi problemi. Nella Consulta- ha spiegato Di Biase- chiediamo ci siano le reti di associazioni, il Garante dell’Infanzia e l’Osservatorio permanente sulle famiglie”. I tempi per l’approvazione del testo in Aula “dipenderanno dalla calendarizzazione. Mi auguro che siano brevi. Ma non ho dubbi che incontreremo il favore colleghi, sono positiva”, ha detto infine Di Biase che potra’ contare anche sul garante dell’Infanzia. “Anche io sono timidamente ottimista sui tempi- ha detto Marzetti, ma ritengo che sicuramente verra’ preso in carico. Mi faro’ parte attiva per evidenziarlo”.

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