Ci influenzavamo negativamente a vicenda, alimentando gli istinti omicidi…

Salve,
in passato sul sito avevo trovato lo spazio dedicato ai giovani per parlare con gli esperti, quindi spero adesso di non sbagliarmi se sto inviando questa email.
Un anno fa sono uscita da una relazione a distanza con un ragazzo. Mi ricordava molto mamma dai suoi comportamenti.
Con lui tutto era una situazione molto particolare.
La relazione, come tutte, era fatta di alti e bassi. La prima volta che gli parlai mi disse che aveva delle allucinazioni, che poteva manipolarmi e farmi fare ciò che voleva. Successivamente mi disse di essere narcisista. (Andai da una psicologa che mi confermò la cosa almeno da ciò che le raccontai. Mi disse che sarebbe stato meglio evitarlo, perché ci influenzavamo negativamente a vicenda, alimentando gli istinti omicidi. La psicologa mi aveva messo in guardia ma non l’ascoltai.) Lui sapeva anche dei miei problemi dal punto di vista psicologico e quindi che fino a qualche mese prima di conoscerlo avevo tentato per l’ennesima volta il suicidio. Forse sapere ciò lo ha portato a dirmi “ti prometto che sarò io a ucciderti.” Lo diceva spesso. Forse era il suo modo per dirmi ti amo..
Passavano i mesi e lui, dopo due, mi disse che mi amava e pensando che io non ricambiassi, mi iniziò a dire parole negative fin quando gli dissi che si sbagliava perché io ricambiavo. Durante le liti, che dopo qualche mese erano ormai frequenti, mi sminuiva sempre. Questo capitava anche se non litigavamo. Iniziava a dirmi parole che mi facevano sentire una nullità ma lui diceva che lo faceva per il mio bene, per farmi “cacciare le palle”. Altre volte diceva che mi avrebbe lasciato e solo quando piangevo, si scusava. Mi sono allontanata da tutti i miei amici perché lui diceva che io ero superiore e non dovevo stare con persone come loro. Riuscì a farmi allontanare anche dai miei genitori e da tutta la mia famiglia. Con loro lo ammetto non ho mai avuto un bel rapporto, ma ho sempre provato a far andare le cose bene. Ma a lui piaceva quando le cose mi andavano male, voleva sapere tutto quello che mi accadeva e provava a farmi a stare bene. E quando io riuscii a stare meglio, mi iniziò a chiamare “ragazza depressa” e insisteva affinché io gli parlassi di qualcosa che mi faceva stare male, anche se in quel momento stavo semplicemente bene.  Da qui tutto fu un calando, era sempre più freddo anche quando io stavo malissimo fisicamente a causa della febbre troppo alta, era assente e quando un venerdì uscii con un’amica (l’unica che mi era rimasta) per andare al cinema, lui mi disse che seguivo la massa, che facevo storie su Instagram soltanto per attirare l’ attenzione degli altri, e poi stava in silenzio, mi inviava soltanto delle emoticon senza un senso vero e proprio senza dirmi mai una parola. Poi rideva. Quando sbagliavo nei suoi confronti invece, a parte l’ insultarmi, non mi parlava e una sera compresi che l’unico modo per fargli capire che aveva frainteso una parola o che non mentivo su qualcosa era il tagliarmi (già in passato ero autolesionista e lui lo sapeva).
C’erano giorni in cui spariva. Questo fu fin dall’ inizio. Alcune volte spariva per un giorno, altri per tre. In poco meno di un anno accadde tre o quattro volte.
Mi faceva vedere spesso foto delle sue ex, parlandomi di loro, dei loro pregi…
Finita la relazione (ho scoperto che mi tradiva con un altra) era convinto che io scrivessi in anonimo alla sua ex insultandole motivo per cui da quando ci lasciammo, ogni tre settimane, mi scriveva e minacciava (inoltre aveva determinate mie foto perché data la mia bassa autostima, sentire da parte sua un apprezzamento mi faceva sentire meglio… quindi avevo molta paura) per il mese di dicembre (dal 20 circa) smise di farsi sentire. A gennaio mi contattò e li gli dissi che se non avrebbe smesso, lo avrei denunciato.
Stupidamente a giugno contattai davvero la ragazza con un profilo falso (successivamente lei volle un numero di telefono e le diedi quello di mio nonno). Avevo bisogno di sapere come lei stesse e cosa lui avesse inventato su di me. Lei soffriva (e forse ancora) di depressione, lui spariva anche con lei talvolta, come con me c’erano promesse importanti da parte sua mai mantenute e le mancava di rispetto. A settembre smisi di parlarle, lei non voleva più sentirmi dopo che lui l’aveva lasciata ed io le dissi che doveva trovare la forza, non fare cazzate e che non aveva bisogno di lui per stare bene. Le feci capire che lui non aveva rispetto nei suoi confronti , e dopo qualche averle un po’ aperto gli occhi, sparì. Le scrissi e per farle capire che non ero fake, le inviai la foto di una ragazza.
Poi non parlammo più per davvero.
Ad oggi, a parte qualche periodo di depressione che comunque riesco a gestire, ho un problema. Forse per la dipendenza affettiva, forse per uno schema sbagliato creatosi fin da piccola per via dei miei genitori, mi sono resa conto che non ho le capacità di vivere una relazione sana, con una persona dolce e che mi rispetti, nonostante sia ciò che vorrei ed ho paura di ricadere in una relazione come quella di cui sopra ho parlato. Ho accennato a tutto ciò al docente di psicologia che mi consigliò di seguire una psicoterapia perché appunto in futuro potrei ricadere in qualcosa di simile ma per varie problematiche sono a mio rammarico impossibilitata a seguirla. Non so davvero come fare, mi sento crollare. Penso di essermi salvata dal mio ex soltanto perché era una relazione a distanza altrimenti non oso immaginare quanto sarebbe potuto essere peggiore tutto ciò. Chiedo a voi aiuto, un consiglio, cosa fare.. come comportarmi… come superare questo mio malessere…
Vi ringrazio

Anonima, 19 anni


Cara Anonima,
come ben sai questo è uno spazio dedicato ai giovani dove si chiede aiuto, consigli, si attivano riflessioni, si accolgono pensieri e vissuti di ogni genere e forse tu, in questo momento, hai seguito il tuo bisogno di riporre in questo luogo degli aspetti  profondi e complessi. Cercheremo quindi di mettere insieme i pezzi della tua storia che hai raccontato con estrema precisione e consapevolezza sperando di esserti di aiuto e di poter attivare in te delle riflessioni importanti.
Dalle tue parole si percepisce una grande sofferenza ma soprattutto la complessità di una relazione affettiva che ti ha portato tanto dolore ma che forse ti ha dato anche modo di aprire dei pensieri su te stessa, sul tuo modo di entrare in relazione con l’altro e sui tuoi bisogni più profondi. E’ vero che la distanza da un certo punto di vista forse ti ha protetta, ma crediamo fortemente che siano state le tue risorse interne, grazie anche all’aiuto della figura della psicologa, a mettere un punto a questa relazione e a tutta la negatività che vivevate nello stare insieme. Dal momento che hai nominato la psicologa immaginiamo che tu sia stata seguita, non sappiamo se tutt’ora stai continuando il percorso, anche se da quello che scrivi ci sembra di capire che il docente ti aveva consigliato di intraprendere una psicoterapia volta ad aiutarti nel profondo e metterti al riparo da relazioni nocive future. Ecco questo è un punto importante su cui secondo noi vale la pena soffermarsi. Un percorso di psicoterapia sarebbe davvero necessario, è un modo per darti la possibilità di lavorare sugli aspetti profondi della tua persona, un luogo dove far emergere il malessere e le difficoltà, i pensieri più intimi e alle volte più fastidiosi senza il timore di essere valutati o giudicati. E’ uno spazio di aiuto e riteniamo che tu ne abbia bisogno alla luce dei contenuti che ci hai raccontato. Quindi ti invitiamo a pensare alla possibilità di seguire il consiglio del docente e di darti una volta per tutte questa chance. Il fatto che tu abbia deciso di scriverci ci fa pensare che un movimento dentro di te sta avvenendo e forse ora è arrivato il momento di assecondarlo, ascoltarlo ed accoglierlo. Vedrai che ti sarà di tanto aiuto soprattutto per evitare di cadere in futuro in dinamiche affettive simili. Forse solo lavorando su te stessa e smussando quegli aspetti più problematici e spigolosi potrai viverti una relazione più sana ed equilibrata dove lo stare insieme diventa uno scambio reciproco di energia positiva.
Prova a riflettere su quanto detto fin qua e facci sapere cosa ne pensi.
Un caro saluto!

 

7 dicembre 2018