Roma, polizia irrompe al liceo Morgagni occupato

Il racconto di uno studente: "Insulti dagli agenti durante le operazioni di sgombero"

ROMA – Umiliati e insultati dalla polizia, derisi da preside e docenti mentre puliscono le aule abbandonate. È finita male, secondo il racconto degli studenti, l’occupazione del liceo Morgagni di Roma. I ragazzi erano entrati la scorsa notte nell’istituto per protestare contro le politiche governative e dare inizio a una settimana di incontri e dibattiti. Questa mattina, intorno alle 10, gli occupanti si sono barricati nell’istituto malgrado l’avvertimento del corpo docente che li invitava ad uscire prima dell’arrivo della Polizia.

“Una professoressa, preoccupata, ci diceva di uscire per il nostro bene”, racconta Marco, rappresentante d’istituto, all’agenzia di stampa Dire. E un’ora e mezza dopo, all’arrivo della Digos, i ragazzi escono per dire che si sarebbero arresi. Sono in tre a parlare con gli agenti: due rappresentanti di istituto, tra cui Marco, e un altro maggiorenne. Lasciano i documenti alla Polizia e invitato gli ultimi studenti, poco meno di duecento, ad abbandonare le aule. Ma quando ormai la scuola si era svuotata, secondo il racconto del rappresentante degli studenti gli agenti fanno irruzione.

“A quel punto, invece di lasciarci andare, come dovrebbe succedere in caso di sgombero, hanno costretto noi tre a rientrare per pulire”. I tre ragazzi dunque, tornano nell’istituto sotto l’occhio degli agenti. “Non potevamo neanche chiedere l’aiuto degli altri occupanti- continua- siamo rimasti dentro solo noi tre a pulire mentre gli agenti ci insultavano e i professori filmavano quello che stava succedendo”.

Per quasi un’ora i tre ragazzi restano nell’istituto a risistemare le aule, anche se dal sopralluogo non risultano danni. “Ci dicevano ‘pulite schifosi’, ‘zitti e lavorate’, mentre la dirigente, il dsga e alcuni docenti ridevano e ci facevano foto e video”, racconta Marco. “Non capiamo il perché di questo gesto, dato che eravamo già usciti dalla scuola e abbiamo occupato solo otto ore, di cui sette passate a parlare con i docenti e gli agenti di Polizia”.

I tre ragazzi sono stati denunciati penalmente dalla dirigente scolastica, mentre il dsga ha minacciato di sporgere un’altra denuncia sostenendo che a causa dei tre studenti tutti gli alunni avrebbero perso giorni di scuola. Ancora scossi, i tre giovani non hanno ancora metabolizzato l’accaduto “non abbiamo parlato neanche con i nostri compagni- conclude Marco alla Dire- adesso con calma gli diremo tutto, siamo ancora sconvolti”.

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