A Roma ‘ambasciatori del futuro’ protagonisti alla Camera dei deputati

ROMA – “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. È il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani, proclamata 70 anni fa e oggi ricordata a Roma nella sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, davanti agli studenti delle scuole di secondo grado.

Un incontro ideato per presentare il progetto ‘Ambasciatori dei Diritti umani’, destinato agli studenti del quinto anno delle scuole superiori, e un’occasione per ripercorrere gli articoli più significativi di un documento quanto mai attuale.

“L’universalità va costruita- ha detto Roberto Montebovi, rappresentante del Comitato italiano Unicef- i diritti non sono teorici ma sono fatti molto concreti. I diritti fanno la differenza e contrappongono la cultura della comunità a quella del singolo”.

I ragazzi prendono appunti e ascoltano la lettura commentata degli articoli della Dichiarazione. Tra di loro, ci sono i partecipanti al progetto ‘Ambasciatori dei Diritti umani’, promosso dalla Società Umanitaria, la Lidu, la Sioi-Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale e Fiaba, per far maturare nei giovani una più profonda consapevolezza dei Diritti umani.

Con un’attenzione particolare ai temi relativi all’istruzione e all’infanzia, Pietro Gargiulo, rappresentante Sioi, attraversa i passaggi più significativi del testo promulgato nel 1948. “La dichiarazione nasce come un atto che ha una portata universale e una natura universale, non è uno strumento vincolante- commenta Gargiulo- L’obiettivo è promuovere il pieno sviluppo della capacità umana, e questo può avvenire soprattutto grazie al l’istruzione, che deve permettere a tutti di partecipare attivamente alla vita della comunità sociale. L’istruzione- continua- è il miglior investimento che uno Stato possa fare”.

Il diritto alla cultura e la diversità culturale è stato invece oggetto dell’intervento di Valentina Aprea, in commissione Cultura della Camera dei deputati, mentre in apertura sono interventi Alberto Iannuzzelli, presidente della Società Umanitaria, Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba, e Maria Elena Polidoro, direttore generale della Società Umanitaria.

Quest’anno il progetto avrà come tema la cultura in tutte le sue possibili declinazioni, come diritto fondamentale dell’uomo ed espressione stessa della dignità umana. Il concorso, che consisterà in un elaborato scritto, avrà luogo sabato 2 febbraio 2019, mentre la cerimonia di proclamazione dei vincitori si terrà il 27 marzo presso la Sioi, con la lettura pubblica dei brani più significativi degli elaborati scritti dei nuovi Ambasciatori dei Diritti umani.

“Il diritto alla cultura non è solo diritto all’istruzione- ha detto in chiusura Maria Elena Polidoro- la cultura è anche la cura delle cose che appartengono alla comunità, la cura delle cose che sono di tutti e che dobbiamo accudire”.

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