Studenti insieme per dire no alla violenza

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ROMA – “Crediamo sempre che la violenza riguardi altri. Altre ragazze, altre persone. Ma se nel mondo una donna su tre e’ vittima di violenza, allora quella donna potresti averla al tuo fianco, o forse basterebbe che ti guardassi allo specchio. Dove si nasconde la violenza?”. Se lo chiedono i ragazzi dell’istituto Einaudi di Roma, protagonisti del progetto ‘A scuola di rispetto’, che ha riunito 1500 studenti di tutta Italia per dire basta alla violenza sulle donne.

Questa mattina al teatro Ghione di Roma e’ andato in scena lo spettacolo “Women at School – Love not violence”, una giornata di riflessione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere che ha coinvolto 400 studenti.

“Siamo qui a dare inizio ad una rivoluzione culturale. Un impegno che non poteva che partire da un ragazzo”, dice Marina Di Foggia, vicepreside dell’Einaudi, commentando l’intervento di Nicolo’ Donno, studente dell’istituto che in apertura ha parlato della maschera che ognuno di noi indossa. La maschera che indossano gli uomini violenti, che siano ingegneri o ragazzi di periferia, come recita il monologo “Racconti di uomini non violenti” di Giovanni Maria Buzzati. La maschera che indossano le 49.152 donne che solo nel 2017 sono state vittima di violenza.

“A scuola di rispetto parte dai giovani perche’ per prevenire la violenza contro le donne bisogna partire da loro, che sperimentano le proprie relazioni affettive spesso in modo totalizzante- commenta Silvia Bassi, psicologa e responsabile del progetto a scuola di rispetto- Per queste tematiche non e’ idoneo fare un’attivita’ informativa, perche’ ci sono in ballo le emozioni. Al contrario bisogna fare un tipo di intervento psicologico esperienziale, che parta da storie verosimili”.

Diviso in tre parti, il progetto ha toccato prima il tema della violenza in generale, parlando anche di bullismo, per poi andare ad approfondire il fenomeno dell’innamoramento e della violenza sulle donne. Portato avanti da un team di psicologi, l’iniziativa ha coinvolto 13 regioni italiane per 50 scuole diffuse su tutto il territorio.

“Noi non pretendiamo di risolvere il problema definitivamente ma solo di renderlo evidente- ha detto Maria Zuccarelli, responsabile della comunicazione di Equilibra, societa’ che ha collaborato al progetto- L’umanita’ e’ nelle vostre mani e tutto parte qui, dalle scuole”.

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