Roma, docenti: "Minimo 5? Il voto non è una punizione"

Roma, docenti: “Minimo 5? Il voto non è una punizione”

Giannelli (Anp): "E' previsto dalle norme, ogni istituto è autonomo"
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ROMA – Il cinque politico dell’istituto comprensivo Visconti di Roma divide il mondo della scuola. Gli alunni delle classi prime delle medie, infatti, nel primo quadrimestre non vedranno voti inferiori al 5. Una decisione voluta dalla dirigente Rossana Piera Guglielmi, per la quale le insufficienze gravi non fanno altro che “annichilire” i piccoli studenti delle medie. La notizia ha provocato subito reazioni contrastanti fuori e dentro l’istituto romano.

“La valutazione è parte integrante della profossionalità del docente, non del dirigente, la sua voce non deve prevalere- commenta Paola Spinelli, professoressa dell’istituto comprensivo Sinopoli-Ferrini di Roma, all’agenzia di stampa Dire- se si lavora con i ragazzi verso una consapevolezza del proprio percorso, a mio avviso una valutazione autentica non può che responsabilizzare lo studente, ma ovviamente il discrimine tra le preparazioni non deve essere una colpa, piuttosto un incoraggiamento a fare meglio”.

Dal punto di vista amministrativo, invece, la scelta è lecita, e compete alla scuola nell’esercizio della sua autonomia. “È previsto dalle norme edè’ gusto che ogni scuola stabilisca cosa fare- ha detto Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi- Quello che conta e’ che i ragazzi sviluppino competenze e la scuola le valuti, ma come arrivano ad acquisirle è un problema della singola istituzione scolastica”.

Intanto, docenti, studenti e personale del mondo della scuola esprimono i loro pareri. Se da una parte inaugurare la carriera scolastica con un voto inferiore al 4 potrebbe essere un trauma, dall’altra i professori si mostrano scettici. Per Rosamaria Lauricella, dirigente dell’istituto comprensivo Giovan Battista Valente di Roma, bisogna accompagnare gli alunni nel proprio percorso, senza farli sentire puniti o giudicati.

“La valutazione dev’essere uno strumento favorevole alla promozione ed al miglioramento del percorso di ogni alunno, utilizzando ogni strategia che il collegio ritiene opportuno per il proprio contesto studentesco- commenta la preside- Il voto, dunque è uno stimolo e un potenziamento dell’autostima dell’alunno, e se motivato e corretto, verrà vissuto dallo studente come conforme al suo impegno ed al suo rendimento”.

Ieri anche il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, ospite a Tg2Italia aveva commentato la notizia: “La scelta è un po’ strana. I voti vanno da 1 a 10, ma comprendo che ricevere una brutta valutazione non è mai una cosa semplice; gli studenti devono capire che il voto non e’ un giudizio sulla loro persona”.

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