Fioramonti: “Stati generali Afam inizio per vera riforma”

Occasione per riportare la discussione sull'alta formazione artistica e musicale nel dibattito politico e sociale
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ROMA – “Questa due giorni e’ un’occasione per riportare la discussione sull’alta formazione artistica e musicale nel dibattito politico e sociale. L’Italia e’ percepita come la culla dell’arte ma sono vent’anni che aspettiamo l’attuazione di una legge, questo da un lato mi sorprende ma dall’altro mi preoccupa. Il settore dell’Afam e’ un settore che impegna 15 mila insegnanti e 67 mila studenti, di cui circa il 17% sono stranieri, e non si puo’ sottovalutare il progresso culturale e lo sviluppo economico che puo’ contribuire a portare nel nostro Paese”.

Cosi’ Lorenzo Fioramonti, viceministro all’Istruzione, Università e Ricerca, ha aperto al Teatro Argentina di Roma la seconda giornata degli Stati generali dell’Afam (Alta formazione artistica e musicale).

Nel suo intervento il viceministro ha sottolineato piú volte le ricadute economiche e sociali del settore e la necessita’ di dare avvio ad un percorso che riporti l’agenda politica ad occuparsi della formazione artistica e musicale: “La cultura in Italia pesa per il 17% del nostro prodotto interno lordo, non e’ una cosa marginale ed e’ il cuore di quello che l’Italia puo’ regalare al resto del mondo”.

“Abbiamo bisogno di recuperare una diversa narrazione del settore- ha proseguito il viceministro- recuperare un’immagine forte del settore”. Gli stati generali nascono proprio da questa necessita’ che parte dal recupero di “un’economia basata sulla qualita’ e non solo sulla quantita’. La danza, la musica, l’arte in generale, ci fa pensare, ci fa soffermare- ha ricordato Fioramonti– ed io ho costruito la mia intera carriera accademica per dar vita ad una economia diversa, una economia dello star bene, del viver bene” senza valorizzare solo e sempre “la velocita’ e la massificazione”.

Oltre al valore economico dell’arte c’e’ l’aspetto sociale che va tenuto sempre presente: “La musica ad esempio puo’ essere un grande elemento di coesione sociale, i governanti dovrebbero iniziare a capire che l’arte puo’ aiutare a contrastare l’emarginazione”, ha detto Fioramonti ricordando Jose’ Antonio Abreu, fondatore del sistema nazionale di orchestre giovanili e infantili in Venezuela, che ha creato un sistema di educazione musicale pubblica e diffusa per tutti i bambini, sopratutto per coloro che vivono in situazioni di disagio.

La parte centrale della mattinata e’ stata dedicata all’ascolto delle testimonianze dei giovani che seguono percorsi di alta formazione artistica e musicale e al dialogo tra il Miur e il Mibac con il sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vacca.

“È necessario partire dall’aumento della fruizione culturale del nostro Paese– ha sottolineato Vacca- partendo dai giovani, anche per questo e’ necessaria la sinergia e la collaborzione con il ministero che si occupa di istruzione e formazione, e bisogna partire dalla lettura che e’ capace di aprire ad altri appetiti culturali”.

Dagli stati generali dunque si parte per avviare un processo di ascolto di tutti gli attori del sistema per concludere l’attuazione della riforma di un settore che attende da troppi anni.

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