MI AMI XXX. Una festa a luci purple aspettando il festival

MI AMI XXX. Una festa a luci purple aspettando il festival

Appuntamento il 15 marzo al District 272 di via Padova a Milano con Chadia Rodriguez, il collettivo Tauro Boys, Francesco De Leo e Uccelli
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Roma – Maggio è vicino e Milano è in fermento, aspettare gli appuntamenti del celebre festival della nuova musica Italiana e dei baci risulta impossibile. Nasce così MI AMI XXX, una speciale preview, quest’anno a luci purple, in attesa della festa vera e propria (il MI AMI FESTIVAL) che quest’anno suonerà l’edizione numero 15. L’appuntamento è il 15 marzo al District 272 di via Padova, uno spazio che vive in uno dei quartieri laboratorio più interessanti e complessi di Milano, un locale “sexy” e unico come la storia che lo accompagna. Il District 272 nasce come cinema porno, poi è un locale striptease e oggi ospita alcune delle serate più avantgarde della città. Per celebrare questa vera e propria festa a luci purple, salgono sul palco alcune delle più interessanti nuove esperienze della musica urban e pop italiana: Chadia Rodriguez, la rapstar femminile scoperta da Jake La Furia e Big Fish, che ha appena pubblicato il suo primo EP “Avere Vent’anni”, colleziona milioni di ascolto in streaming e ha da poco annunciato la sua presenza sul nuovo singolo di Big Fish con Fabri Fibra e Emis Killa; il collettivo Tauro Boys, fenomeno romano definito “il futuro della trap”, che sta ridefinendo i canoni del genere con mixtape dal gusto post-cyborg e apprezzamenti trasversali; il cantautore Francesco De Leo, recentemente salito sul palco con Calcutta, che interromperà il suo tour europeo per immolarsi in un unico e speciale set “porno-acustico” pieno di sorprese; infine Uccelli, il progetto techno sperimentale di Davide Panizza dei Pop X, l’artista eporediese Gioacchino Turù e Niccolò Di Gregorio. A corredare il tutto, il debutto assoluto della sorpresa della stand up comedy Gipo Di Napoli, con interventi inaspettati e pensati per il luogo.

«In una società che si pensa sempre più bianca, asettica e sessuofobica, abbiamo cercato una location che ci raccontasse una storia diversa, che avesse un vissuto, un passato e un’energia proprie, fosse anche più difficile (perché fuori dalle mappe, perché in una zona difficile da raggiungere sia logisticamente sia mentalmente), ma di sicuro incontenibile e vitale. – Racconta Stefano Bottura, direttore del Festival. – I muri i divanetti le luci e il buio del District 272 ci sono sembrati perfetti per raccontare e accogliere la giovinezza quando brucia al suo meglio, senza troppi riguardi per il comune senso del pudore e lontano anni luce dalle guerre fra sessi in cui il sesso è discriminatorio e strumentalizzato, ovvero l’opposto di quello che è e dovrebbe essere sempre: gioia ed energia vitale».

«Ora che a qualsiasi livello tutti vogliono la musica italiana, persino quella più apparentemente difficile da codificare, è il caso di sparigliare le carte e fare qualcosa di hardcore –aggiunge il direttore Carlo Pastore. – Esiste una forza dirompente che è quella della novità, della differenza, che non guarda in faccia alle risposte impaurite che la società dà per cercare di auto assolversi; è lo scandalo della gioventù e noi abbiamo cercato di mettere sul palco artisti che potessero suonarlo in maniera contemporanea, divertente e indimenticabile».

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