Malattie sessualmente trasmesse, medici incontrano studenti

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ROMA – “Le malattie sessualmente trasmissibili sono parte integrante della nostra vita quotidiana, ma se ne parla pochissimo, specialmente in Italia e nella vostra fascia d’età, a causa di un retaggio culturale sbagliato”. Con questa constatazione ha aperto il suo intervento Luigi Coppola, medico specializzando in malattie infettive, questa mattina al liceo Mamiani di Roma, in occasione del terzo incontro settimanale nell’ambito del progetto di educazione alla salute, MST e HIV 2019.

“Con l’obiettivo di informare e potenziare le conoscenze di base sulle malattie infettive, di educare e prevenire gli eventuali comportamenti a rischio e di stimolare un percorso di riflessione sui propri comportamenti emozionali e relazionali- si legge sulla circolare della scuola- il Liceo ha avviato una collaborazione con il Policlinico di Tor Vergata per alcuni interventi nelle classi”.

L’intervento del dottor Coppola ha delineato una panoramica delle otto principali malattie sessualmente trasmissibili (papilloma virus, herpes genitalis, sifilide, epatiti B e C, trichomonas, clamidia, gonorrea, HIV), dei loro sintomi più comuni e, soprattutto, delle strategie di prevenzione. I ragazzi e le ragazze presenti, visibilmente attenti e interessati- aldilà di qualche risata di circostanza- hanno ammesso di non aver mai sentito parlare della maggior parte di queste infezioni, a conferma di quanto sostenuto dal medico.

“Io stesso, quando ero al liceo qualche anno fa- continua- l’unica informazione che ho ricevuto al riguardo e’ stato un opuscolo basato sull’idea, sbagliata e inefficace, che l’unica prevenzione possibile sia l’astinenza dal sesso, quando ormai la maggior parte della classe già lo praticava. In un paese civile bisognerebbe parlare seriamente di prevenzione a scuola, dovrebbe esserci un distributore di preservativi in ogni aula, ogni discoteca, ogni posto in cui c’è una popolazione sessualmente attiva”.

Ciò perché, come è stato sottolineato a più riprese durante l’incontro, l’unica forma di prevenzione efficace è rappresentata dal corretto uso del condom. Oltre alla disinformazione non è da sottovalutare l’alone di colpevolezza e l’imbarazzo sociale che avvolgono questo tipo di infezioni. Inoltre esse sono rese ancora più insidiose dalle lunghe fasi asintomatiche che possono attraversare.

“Per questo è necessario sottoporsi a test regolari, anche in assenza di sintomi evidenti, se si ha una vita sessualmente attiva”, continua il dottor Coppola, prima di dedicare l’ultima parte del suo intervento a una riflessione approfondita sull’HIV. “Bisogna innanzitutto fare chiarezza, sembrano solo cavilli del linguaggio, invece è fondamentale usare i termini giusti; cosa vuol dire essere sieropositivi? Qual è la differenza fra HIV e AIDS?”.

Con la stessa precisione, ma senza risparmiarsi un tono leggero e qualche battuta di spirito adatta all’uditorio, il medico ha poi illustrato le modalità di trasmissione del virus; tematica fondamentale visto lo stigma sociale che da sempre, per mancanza di un’informazione adeguata, affligge le persone sieropositive. “L’HIV si trasmette solo attraverso lo scambio di fluidi corporei: sangue o sperma. Se mangiate con un sieropositivo non vi succede niente, neanche se lo baciate, e neanche se ci andate in piscina insieme”.

La parola è passata quindi a Angela Infante, consuelor di malattie infettive a Tor Vergata e presidente del “Gay Center”, che ha brevemente illustrato la cronologia dei fatti più importanti che hanno contraddistinto lo sviluppo dell’epidemia dai primi anni ’80, quando veniva catalogata come ‘cancro dei gay’, per poi passare alle lotte e alle rivendicazioni dei sieropositivi, la comparsa delle prime terapie, fino alle consapevolezze dei giorni nostri.

La mattinata si è poi conclusa con la presentazione di una serie di spezzoni di film che affrontano la tematica della sieropositività, dal classico ‘Philadelphia’- primo film di questo genere ad essere stato distribuito in Italia- fino ai più recenti ‘Pride’ e ‘Priscilla’. Il cinema quindi, per dimostrare ai ragazzi che, in qualsiasi forma divulgativa o artistica avvengano, la comunicazione, l’attenzione e la corretta informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili sono le uniche armi in grado di combatterle. 

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