Università, la classifica internazionale premia quelle italiane

Università, la classifica internazionale premia quelle italiane

La Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano sono ai primi posti mondiali
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ROMA – Per frequentare un corso di studi eccellente non è necessario spostarsi dall’Italia. Se si vuole studiare la storia antica e la cultura classica, non c’è ateneo migliore della Sapienza di Roma, mentre per Ingegneria civile e meccanica gli studenti potranno ‘accontentarsi’ del Politecnico di Milano, al settimo posto nelle discipline ingegneristiche. La pagella delle università internazionali premia dunque la qualità degli atenei italiani.

Secondo il ‘Quacquarelli Symonds world rankings’, una delle più prestigiose classifiche sulle università, l’Italia è quarta in Europa per numero di atenei nella top 100, e settima nel mondo. Ma a conquistare il primo posto nel ranking generale 2019 è il Massachusetts Institute of Technology (MIT) degli Stati Uniti, seguito dalla Standford University e dall’Università di Harvard. Con 137 atenei nella top 100, gli Stati Uniti spiccano nella classifica per numero di università, mentre la medaglia d’argento va alla Gran Bretagna, prima in Europa con le Università di Oxford e Cambridge.

Università, i parametri analizzati dalla classifica

La classifica Qs è stilata secondo quattro parametri: la reputazione accademica, la reputazione del datore di lavoro, le citazioni per pubblicazione e Indice H (l’impatto di una ricerca). Sono 1200 le università analizzate, distribuite in 78 Paesi e classificate secondo il parere di 83mila accademici e 42mila datori di lavoro. Con i suoi 44 atenei citati in 48 discipline, secondo il Quacquarelli Symonds world rankings, il nostro Paese è quarto in Europa per numero di università dopo Regno Unito, Germania e Francia, e terza nazione europea per quantità di posizioni occupate. La classifica valuta infatti 36 distinte discipline; scienza, medicina, fisica e astronomia le aree in cui l’Italia offre la preparazione migliore. Nella classifica nazionale svetta il Politecnico di Milano, seguito dalla Scuola superiore di Sant’Anna e dalla Normale di Pisa. Terza l’Alma Mater Studiorum di Bologna, mentre al quarto posto si posizione la Sapienza di Roma, che conquista però l’eccellenza negli studi classici.

“Ci troviamo a competere con università straniere che godono di risorse nettamente maggiori, dalla statunitense Harvard alle britanniche Oxford e Cambridge, e facciamo del nostro meglio per tenere alta la tradizione di eccellenza nel campo della ricerca e della didattica- commenta il rettore Eugenio Gaudio- il primato assoluto negli studi classici e’ il riconoscimento della centralità culturale del Paese: questo patrimonio costituisce la base valoriale fondante della nostra società e abbiamo il dovere di trasmetterlo ai nostri studenti, perché offre strumenti di analisi e competenze trasversali, che fanno la differenza anche in un mercato del lavoro in cui tecnologia e competenze tecnico-scientifiche si evolvono con estrema rapidità, diventando obsolete in poco tempo”.

Università, quelle del Sud rimangono indietro

Ma accanto alle buone notizie tornano le vecchie problematiche: ancora marginali i risultati del sud, che vengono surclassati dalle città di Milano (con 7 atenei), Roma (4) e Pisa (3). E resta irrisolto anche il problema della fuga dei cervelli: sebbene “questa edizione della classifica rivela una fotografia positiva per l’eccellenza accademica Italiana, considerando la feroce competitività globale- commenta Ben Sowter, responsabile ricerca e analisi di Qs- Questo risultato deve tenere conto di una sfida, quella della fuga di cervelli, rispetto alla quale l’Italia è tornata ai primi posti nel mondo per emigrati, per la precisione all’ottavo, e si stima che un terzo siano giovani laureati”.

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