A La Sapienza parte ‘Memo4Europe’, UE tra passato e futuro

ROMA – “L’Università come polo dove si è formata la cultura europea. Solo con la forza delle idee potremo costruire un futuro aperto, libero e democratico e soprattutto di pace”. È con questa riflessione che si è aperto l’evento “Memo4Europe raccontare l’Europa. La testimonianza dei protagonisti, le domande dei giovani”, la prima giornata nazionale dedicata […]

ROMA – “L’Università come polo dove si è formata la cultura europea. Solo con la forza delle idee potremo costruire un futuro aperto, libero e democratico e soprattutto di pace”. È con questa riflessione che si è aperto l’evento “Memo4Europe raccontare l’Europa. La testimonianza dei protagonisti, le domande dei giovani”, la prima giornata nazionale dedicata all’Europa promossa dal Miur e dalla Crui. Ad organizzare sono tre grandi Atenei italiani: la Sapienza di Roma, l’Università di Torino e la Federico II di Napoli. “È una giornata tra memoria, presente e futuro”, ha sintetizzato Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore della Federico II.

Alcuni studenti hanno raccontato cosa significhi per loro l’Europa: “È la nascita di una cultura comune che ci ha dato la possibilità di interfacciarci con persone di altri Paesi”; “È viaggiare senza sentire i confini”. Eugenio Gaudio, Magnifico Rettore de La Sapienza di Roma, ha preso spunto da questo: “Oggi portiamo la metafora del viaggio dei giovani verso un’apertura e una socializzazione diversa rispetto al passato. Dobbiamo ricordare che l’aspirazione a un’Europa unita, ha una storia antica e non possiamo dimenticarla. Vogliamo che gli studenti si sentano a casa loro quando vanno negli altri Paesi, che non abbiano barriere. Si pensi alle comunità scientifiche, che per natura sono internazionali. Stiamo cercando di creare una grande comunità del sapere e della conoscenza europea, nella quale i nostri studenti siano i protagonisti. Ora diamo per scontato guardare gli altri europei come amici ma non deve essere scontato”.

Il valore della memoria è uno dei punti focali di ‘Memo4Europe’, come ha raccontato Maria Romana De Gasperi, figlia di uno dei padri d’Europa, Alcide De Gasperi: “Che cos’era per noi l’Europa, a quel tempo? C’era un muro immenso, le Alpi che ci dividevano da tutto ciò che era Europa. Le uniche informazioni che avevamo erano vaghe e provenivano da quei giornali che il fascismo non vietava. Arrivava sempre una guerra. La sostanza di questa nostra Europa, che è la più importante, è quella di non avere più guerre. La guerra fra noi ora non la facciamo più”.

In collegamento dall’Università di Torino, Luigi Berlinguer, già ministro dell’Istruzione, le ha fatto eco: “Come diceva la signora De Gasperi, dalla nascita dell’Europa non si è sparato un colpo. Passare la frontiera in passato era un salto mortale triplo e questa semplificazione dei rapporti tra stati, che fanno parte della stessa storia e della stessa famiglia, è un qualcosa di straordinario. Le barriere sono cadute e guai che vi venga in mente di rialzarle. C’è da fare una rivoluzione se qualcuno vuole rialzare le barriere”.

E De Gasperi su questo punto continua: “Dobbiamo lavorare per sentirci una famiglia, perché se sotto non c’è questo, le leggi non bastano. Ci vuole la coscienza di essere un popolo differente ma uguale. Noi nel nostro tempo abbiamo fatto quel che abbiamo potuto, ora avete davanti una nuova Europa che bisogna riprendere in mano con coraggio, pazienza e serietà. Tocca a voi”.

Nel pomeriggio l’evento si sposterà da RadioSapienza, in Via Salaria 113, con la trasmissione ‘Future4Europe’, una diretta audiovideo in cui i protagonisti saranno i testimoni del futuro: giovani, studenti Erasmus, ingoing e outgoing, accompagneranno gli interventi degli studiosi: Francesco Gui, professore di Storia dell’Europa; Maria Romana Allegri, responsabile del progetto Bejour – becoming a journalist in Europe; Giampiero Gramaglia, direttore Euractiv.it; Giovanna Gianturco responsabile Erasmus per le facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione e Bruno Botta, Prorettore alle Relazioni Internazionali e organizzatore per La Sapienza di ‘Memo4Europe’.

“L’evento nasce proprio con questa finalità: coinvolgere gli studenti, soprattutto Erasmus, sia quelli che partono che quelli che accogliamo- ha detto Botta all’agenzia DIRE- Gli studenti, la generazione Erasmus come noi tutti, hanno la fortuna di avere la libertà di muoversi senza barriere e ostacoli e questo non fa altro che accrescere la cultura perché ci permette di poter interagire e l’interazione ci fa crescere culturalmente. Poter incontrare persone che derivano da altre culture ma delle quali possiamo catturare ciò che non abbiamo e possiamo dare loro ciò che non hanno. Questo ci consente di crescere. Questa è la libertà”.

 

2019-02-27T15:42:07+01:00