La sessuologa: “Vaccino papilloma virus è fondamentale”

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MILANO – Imparare a conoscere se stessi, chiedere alle persone giuste, cioè agli esperti, e soprattutto informarsi utilizzando fonti scientificamente validate. E poi papilloma virus e prevenzione: sappiamo tutti cos’è e come vaccinarci? Chiaralba Risuglia, ginecologa e sessuologa clinica che lavora come libera professionista in alcuni ambulatori di Milano e Vicenza, ha risposto alle domande di diregiovani.it.

– I consultori pubblici sono gratuiti e voi professionisti siete tenuti, per deontologia, al segreto professionale, quindi non potete rivelare informazioni sui vostri pazienti, neanche se sono minorenni. Giusto?

‘Giusto. Tutti i medici sono tenuti a rispettare il segreto professionale, a meno che ovviamente non vengano a conoscenza di elementi che sono al di fuori delle leggi e quindi in quel caso sono tenuti a segnalarlo. Nei consultori i minorenni possono rivolgersi ai professionisti senza il consenso esplicito da parte dei genitori ne’ la loro presenza’.

– Quindi se una ragazza o un ragazzo che ha meno di 18 anni vuole informazioni perché ha intenzione di avere un rapporto, oppure ha bisogno e voglia di conoscersi meglio, il consiglio è: andiamo in un consultorio o cerchiamo esperti seri online.

‘Sì. In merito a questo ci tengo a dire che ormai è impossibile non ‘googlare’. Ognuno di noi cerca su internet le informazioni di cui ha bisogno, perciò non si può dire ‘non farlo’. Io però raccomando sempre di verificare la fonte delle informazioni: solo le fonti scientificamente validate forniscono delle informazioni corrette. Quindi bisogna applicare un filtro nella propria mente, si può leggere quello che si vuole ma io consiglio sempre di prendere in considerazione ciò che dal punto di vista della fonte è validato’.

– Ci può fare un esempio?

‘La cosa che io consiglio sempre alle ragazze che incontro è di leggere le 100 domande sull’HPV, un documento che si trova online e che raccoglie tutte le informazioni scientificamente validate e dimostrate con studi clinici che riguardano l’argomento Papilloma virus. Però consiglio anche sempre di stare in ascolto del proprio corpo per decidere quando andare dal medico. Dopo una fase di auto-esplorazione, si individua la propria normalità e si notano per esempio delle cose che momentaneamente vanno al di fuori della propria normalità, oppure per avere degli strumenti per interpretare meglio ciò che accade. Pensiamo al ciclo mestruale: stare in ascolto del proprio corpo monitorizzando le date delle mestruazioni e verificare, magari chiedendo alla propria ginecologa, se i cambiamenti fisici che noi abbiamo riscontrato li abbiamo interpretati correttamente’.

– Ha citato il papilloma virus. Ci spiega cos’è e soprattutto cos’è l’HPV e come affrontare questo virus?

‘Facciamo chiarezza su questo. Il papilloma è un virus che si trasmette col contatto della pelle e delle mucose quindi non necessariamente solo con la penetrazione, anche la nostra bocca e le nostre unghie possono essere piene di papilloma virus. È facile entrare in contatto con questo virus ma non parlerei di contagio. L’80% della popolazione entra in contatto col papilloma virus ma questo non vuol dire essere malati e anche dal punto di vista della cura e’ il nostro corpo che nella maggior parte dei casi convive tenendo a bada il papilloma e spesso lo elimina dal corpo. Ad ogni modo bisogna vaccinarsi. Adesso il vaccino è offerto a tutte le ragazze e i ragazzi nel dodicesimo anno di età, perché favorisce lo sviluppo di anticorpi contro i ceppi più aggressivi del papilloma e sto parlando dei ceppi che causano le alterazioni al collo dell’utero, ad esempio i tumori, ma anche i condilomi, che sono delle verruche genitali simili a quelle che possono comparire su mani e piedi per intenderci. Nella maggior parte dei casi i condilomi possono regredire da soli, però quando sono numerosi o se il sistema immunitario di quella persona non è del tutto competente, per essere rimossi si può intervenire o farmacologicamente o chirurgicamente. Quindi il vaccino ci permette di avere una protezione nei confronti del virus verosimilmente prima che il contatto genitale avvenga. Recentemente è stato dimostrato che il vaccino favorisce lo sviluppo di una immunità che potenzia la reazione nei confronti del virus anche in persone che hanno già avuto rapporti sessuali e molto probabilmente sono già entrati in contatto col virus. Precisiamo questo aspetto: la modalità di trasmissione del virus papilloma è anche sessuale ma non solo. Quindi, facciamo il vaccino ed usufriamo di quello che ci viene offerto. Il sistema sanitario nazionale non può offrire il vaccino a tutta la popolazione italiana ma se abbiamo la possibilità di vaccinarci anche oltre i 12 anni facciamolo. Sicuramente è importante farlo entro i 45 anni, perché è la fascia di età in cui è prevalente il manifestarsi del tumore del collo dell’utero. Alle ragazze voglio anche dire che bisogna fare il pap-test. Fino ai 30 anni, a partire dai 21-25, in base al numero di partner avuti, bisogna farlo ogni 3 anni. Se risulta positivo questo ritmo può cambiare. Il pap-test serve ad indagare le cellule, quindi non a verificare la presenza del papilloma virus, cioè: come avere il papilloma virus non vuol dire automaticamente avere una alterazione cellulare, avere un pap test positivo non significa avere un tumore del collo dell’utero. E non è matematico che questa l’alterazione sia dovuta al papilloma virus. Per questo, quando c’è un pap test positivo, si fanno degli esami di approfondimento. Quindi consiglio di non allarmarsi eccessivamente di fronte a un esito positivo perché non è una diagnosi, è solo un invito ad approfondire’. 

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