Il canottaggio entra in classe, Abbagnale: “Deve essere un gioco”

L'intervista al presidente della Federazione Italiana Canottaggio
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ROMA – Il canottaggio entra in classe. Proseguono le iniziative della Federazione Italiana Canottaggio (FIC) per far conoscere, agli alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado, uno sport capace di formare il fisico e la personalità. Sono due i progetti che la FIC sta portando avanti con le scuole per introdurre e spiegare uno sport completo ai ragazzi di eta’ compresa tra i 10 e i 16 anni.

Il primo, ‘Remare a Scuola‘, è rivolto alle secondarie di primo grado ed e’ collegato ai Campionati Studenteschi organizzati dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’iniziativa ha coinvolto gli istruttori federali all’interno degli istituti, i quali – grazie a un attrezzo meccanico che simula fedelmente il gesto atletico del canottaggio (remoergometro) – hanno potuto sviluppare un percorso di allenamento che si chiuderà con la ‘Festa dello sport scolastico’, in programma a Marina di Massa dal 20 al 24 maggio.

Il secondo progetto, ‘Canottaggio integrato‘, è rivolto agli alunni con disabilita’ delle secondarie di I e II grado che hanno formato una vera e propria squadra con i loro compagni di classe. Lo scopo, oltre ai benefici psicofisici che la pratica sportiva può portare, è quello di creare condizioni relazionali che agevolino l’aggregazione, la comunicazione, la collaborazione, il rispetto delle regole e degli altri.

Con due medaglie d’oro vinte alle olimpiadi di Los Angeles e Seul e sette ori ai Campionati del Mondo, il presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, alla Dire ha spiegato l’importanza della pratica sportiva in ambito scolastico: “Per i ragazzi deve essere un gioco, per diventare campioni c’è tempo”.

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