RIVELARSI NEL BURLESQUE

RIVELARSI NEL BURLESQUE

Dalla comunicazione d’impresa alle performance on stage. Il colpo di scena di Wonderful Ginger

#Faccioquellochemipiace

di Fabrizia Ferrazzoli

di Fabrizia Ferrazzoli

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Roma – Quando si è iscritta all’università e dopo la laurea specialistica, Elisa Todescato non poteva immaginare che la sua vita l’avrebbe portata in un mondo di lustrini e paillette, piume e ventagli, spazzando via, in pochi mesi, un percorso di anni costato sacrifici. Se ci lasciamo sorprendere dalle novità e siamo pronti a rischiare: tutto può succedere.

È questa in sintesi “la rivoluzione” di Wonderful Ginger, performer di burlesque, laureata in comunicazione d’impresa, cresciuta a Vicenza e oggi romana d’adozione.

Una fascinazione per il mondo dello spettacolo e un’attitudine a tutto ciò che fosse un po’ estroso, Ginger confessa di averle da sempre. Da bambina diceva sarebbe diventata un’attrice, tra il dire e il fare però ci sono di mezzo la scuola, lo studio e un pezzetto d’Italia lontano da set e scuole di cinema. Il suo è un futuro non scritto, una sterzata arrivata per caso dopo un corso di burlesque.

Impiegata in un’azienda specializzata in prodotti per il giardinaggio con un posizionamento nell’ambito del marketing e dei social media è capitata per gioco a lezione, spronata da un’amica.

«Avevo 31 anni quando una collega mi ha detto ‘perché non facciamo una lezione di prova di burlesque?’. Dopo un anno la mia insegnante mi ha detto che ero portata e mi ha invitato ad un corso avanzato in un’altra scuola. Non mi volevo esibire, mi divertivo e ho iniziato a seguirla nelle performance e nei viaggi facendo da stage kitten».

La stage kitten è “l’assistente”, la persona che dopo la performance libera la scena dagli accessori utilizzati nello show (ndr).

Inizia così il suo viaggio nel burlesque, “arte” performativa dalla storia infinita accostata dai più al varietà. Oggi molto in voga in America ma sempre più richiesto anche in Europa, il burlesque assume connotazioni diverse a seconda dell’area geografica. Un mondo di nicchia in cui però sempre più donne e ragazze giovanissime si mettono in gioco, partecipando a stage e corsi per principianti. Un divertissement per imparare a conoscersi e prendere coscienza di sé e del proprio corpo. Un “passatempo” per trasformare insicurezze in punti di forza, trovando la femminilità lontano dallo stereotipo più pop con cui inevitabilmente si è obbligati a fare i conti.

Ecco allora che sfilarsi un guanto, piegare un ginocchio, ancheggiare a dovere diventa un’arte da contemplare assai di più – per esempio – dell’elogio alla magrezza.

«Ricominciare nel burlesque a 32 anni sarebbe stato folle, eppure è andata così e oggi è per me il lavoro più bello del mondo».

Accompagnando la sua insegnante al Caput Mundi Burlesque Festival, a Roma, Wonderful Ginger si è imbattuta in quello che oggi è suo marito e che, negli anni, si è rivelato complice indispensabile per la sua scelta di vita. Dopo aver vissuto il rapporto a distanza, ha lasciato il lavoro (e Vicenza) per una nuova vita all’insegna del burlesque. Nella città eterna ha continuato la sua formazione, ha iniziato ad esibirsi e a tenere workshop nelle scuole. Il primo passo per mantenere un’autonomia ed avviare la sua personalissima “impresa” è stato vendere la macchina, stare per un po’ dietro al bancone di un bar e cimentarsi in un file di entrate e di uscite per organizzare le proprie finanze.

Ginger ci spiega che un act on stage richiede un investimento creativo ed economico. I soldi servono sì per la formazione ma anche per viaggi, costumi e make up.

Una performer nella sua eleganza deve essere impeccabile. Si lavora con la propria immagine e per svelare la “nudità” serve un concetto da portare sul palco oltre, chiaramente, a tanto allenamento.

«Dopo aver messo a fuoco esigenze e costi di vita, la scelta più saggia è stata dedicarsi a un corso di cucito, perché le costumiste si fanno pagare profumatamente e i tempi di realizzazione non sempre coincidono con quelli delle performance. Ho comprato una macchina da cucire e imparato a customizzare corpetti con pietre e accessori. Ho così abbattuto una serie di costi, per quanto alcuni capi provengano inevitabilmente da addetti ai lavori. Ho anche fatto due corsi di make-up, esperienza importante per chi spesso è sotto i riflettori».

Shooting, sito internet e social media hanno aggiunto considerevoli ore di lavoro all’allenamento, alla formazione e ai primi show. Energie recuperate (anche economicamente) dopo poco più di un anno, momento in cui i guadagni hanno finalmente superato le uscite.

Nel 2016 sono arrivati i primi festival all’estero: dal Burlesque Noir competition (Sheffield, UK) all’Hebden Bridge Burlesque festival (UK) fino a Le Bisou Francais (Paris). Il primo tour in USA è del 2017 e nel 2018 ha partecipato al Festival Burlesque de Toulouse, al Como Lake Burlesque Festival e al Montréal Burlesque Festival (Gala Night, 2018).

Per ora Ginger non ha un agente, collabora con delle agenzie ma molto del suo lavoro nasce dall’intraprendenza.

Capacità di mantenere buone PR, occhi aperti sulla “scena mondiale” e un buon self marketing la portano a scrivere e a proporsi ai producer dei club internazionali. 

Grazie ai diversi ingaggi riesce così a organizzare  “tour” lontano da casa. Amsterdam, Berlino, Tokyo, Stoccarda, Londra e New York hanno già ospitato le sue performance.

«Il burlesque è per me l’arte della rivelazione. Rivelazione non solo fisica, ma anche totale espressione di sé, di una donna che fa sognare e non esiste nel mondo reale. Mi piace dare un tocco di magia allo spettatore, offrendo un personaggio ben distante dalla mia immagine quotidiana. Oggi si parla di “classic burlesque” o di “neo-burlesque” ma in realtà, dopo il rilancio del burlesque negli anni ’90 dato dalla scalata al successo di Dita Von Teese, è tutto neo. Il momento di massimo splendore rimane la “Golden Age”».

E se l’epoca d’oro dei tempi che furono sembra passata, il rinascimento ed il fermento di una nuova scena porta con sé nuovi nomi, nuovi show e soprattutto nuove storie: quella di Wonderful Ginger è una di queste. Una ragazza coraggiosa che ha saputo tuffarsi in un mondo tanto complesso quanto folle e divertente. Una donna capace di trasformarsi in performer portatrice di “Sogni” con la “s” maiuscola: eccentrici, grandiosi ed elegantemente spudorati. 

#faccioquellochemipiace

Diregiovani.it presenta la nuova rubrica #faccioquellochemipiace: la storia di chi fa da sé, si inventa e ci riesce, di chi ha dato una svolta alla vita con mosse vincenti e rivoluzionarie. Racconti felici di chi osa e tenta di realizzare le proprie aspirazioni professionali. Documenti che parlano di un pezzo d’Italia, quella più laboriosa e spesso silenziosa. Storie di una generazione che cambia e che cresce, con un pizzico d’incoscienza e una sana dose di resilienza. 

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