Non solo 'sciopero': studenti disposti a lasciare motorini

Non solo ‘sciopero’: studenti disposti a lasciare motorini

Intervistati dalla Dire, i ragazzi rispondono alla provocazione lanciata da Vincenzo D'Anna, presidente dell'Ordine dei Biologi
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ROMA – Dopo la protesta, i giovani passano ai fatti. In risposta alla provocazione lanciata da Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine dei Biologi, gli studenti romani sarebbero disposti, per una settimana, a lasciare a casa i motorini e muoversi solo con mezzi pubblici o passaggi di amici e parenti. Intervenuto a Radio2 in riferimento alla manifestazione ‘Fridays for future’, D’Anna aveva ‘sfidato’ i ragazzi a fare qualcosa di concreto per ridurre l’inquinamento, come ad esempio rinunciare ai propri mezzi di trasporto per una settimana. E i giovani si dicono pronti a raccogliere la sfida.

Se tutti lo facessero sarebbe un piccolo passo che può portare a un cambiamento“, commenta una ragazza, mentre per una sua coetanea “sarebbe un sacrificio, ma utile per far passare un messaggio“. Ambientalisti, quindi, ma solo per un tempo limitato. C’è chi ammette di non riuscire a resistere per più di tre giorni, e chi proprio non saprebbe come fare, tra scuola e altri impegni.

Ma a difendere la manifestazione e l’impegno dei ragazzi, intervengono anche i docenti. “Muoversi è una necessità, e molto spesso i ragazzi non hanno alternative– commenta una professoressa del liceo artistico Ripetta di Roma- piuttosto, dovremmo chiedere ai politici cosa potrebbero fare concretamente per cambiare la situazione. Non sta ai giovani prendersi questa responsabilità“.

In linea con la docente anche Paolo, studente di Brindisi che sentito anche lui dall’agenzia ‘Dire’ sottolinea: “Sono d’accordo con il fatto che tutti possiamo fare la differenza e che soprattutto possiamo dare l’esempio, ma credo che la cosa poi resti solo fine a stessa. Ergo, i ragazzi posso anche non andare in giro col motorino per sensibilizzare gli automobilisti a non prendere l’auto e spostarsi con i mezzi ma anche le istituzioni dovrebbero prendere delle decisioni, attuarle e farle attuare“.

Per Anna invece, studentessa di Sulmona, certamente “un semplice sciopero non risolve molto. Dovremmo davvero cominciare a fare noi per primi la differenza, dando noi il buon esempio ai nostri genitori. Ma noi, da soli, senza l’appoggio degli adulti e soprattutto delle istituzioni, non riusciremo a risolvere un granché. Questi scioperi servivano proprio per ‘svegliare’ gli adulti“.

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