Streetwear. Tutti contro i resellers. Perché sono così odiati?

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Il commento di Draftin' Mag
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ROMA – Da dove arriva tutta questa avversione per i resellers? Ma soprattutto, è sempre stato così?

Fino a qualche anno fa, non era semplice per tutti mettere le mani su scarpe e capi d’abbigliamento limitati ed erano molto più frequenti le regional releases oppure instore only. E’ qui che entrava in gioco il “reseller”, quello vero (quello OG), con i contatti nella città o nello store in cui viene venduto il nostro grail e di certo è l’unica persona affidabile, in grado di farcelo avere. Ovviamente questo è solo un esempio, le sfaccettature della figura del reseller sono molteplici, ad esempio, bisogna essere in grado di capire quali siano i pezzi su cui investire, quelli che avranno una tiratura bassa a fronte di una richiesta alta, non bisogna aver paura di “stockare” un oggetto in attesa che ne salga il valore, ma soprattutto, quello che non viene mai detto è che nel 90% dei casi, il reseller, non è altro che un appassionato come noi, spesso con una conoscenza altissima del settore. 

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