Progetto Angelica, partire dai banchi per società senza sessismo

Progetto Angelica, partire dai banchi per società senza sessismo

Oggi a Montecitorio l'evento 'Pandora. Storie di vita e di donne
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ROMA – Pandora, Eva, Lilith. Sono figure mitologiche dell’antichità in cui la donna è ingannatrice, peccatrice e portatrice di male. Esempio classico di come molti stereotipi sulle donne siano atavici e reiterati da secoli. Oggi, nel 2019 – come tantissimi indicatori confermano – dal lavoro, alla carriera, al salario, alla crescita dei figli e alla cura della famiglia – la figura femminile è ancora imprigionata nei pregiudizi di genere che emergono moltissimo nel linguaggio pubblicitario e per invertire la tendenza la risposta non può che partire dai giovani.

Questa mattina, nella sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, l’associazione ‘Progetto Angelica’ ha presentato la prima edizione dell’evento-concorso ‘Pandora che aprì il vaso, storie di vita e di donne’. Un incontro svolto con la collaborazione dell’onorevole Anna Rita Taddeo, che in apertura ha sottolineato l’impegno del governo per il tema, tramite l’approvazione del ‘Codice Rosso’ e la tutela dei minori online.

“I social e la pubblicità sono i veicoli principali dove vengono trasmessi gli stereotipi di genere- ha commentato l’onorevole- Noi stiamo lavorando con i provider a una proposta di legge che tuteli la navigazione dei giovani su internet, soprattutto per i nostri figli, perché imparino il valore del rispetto” ed è a partire dai banchi di scuola che si coltiva, quindi, l’educazione al diverso. Come dimostrano i ragazzi dell’istituto Sinopoli di Roma, che hanno portato avanti il progetto Angelica realizzando un video e analizzando le pubblicità sessiste dagli Anni 50 ai nostri giorni.

“Bisogna porsi il problema prima che il fenomeno si manifesti, cercando di agire sui ragazzi e sulla loro capacità di recepire i nostri messaggi”, ha commentato la docente Paola Spinelli, mentre il piccolo Riccardo ha detto: “nella nostra classe ognuno suona uno strumento diverso, ma insieme. Così possiamo essere diversamente uguali”.

L’incontro è stato introdotto da Lucia Battiston e Paola d’Elia, fondatrici di Progetto Angelica, che da anni porta avanti un’attività di sensibilizzazione sul tema delle pari opportunita’. “I ragazzi sono la base della nostra società futura, ha detto Paola d’Elia- Se riusciamo a cambiare l’idea che le donne hanno di se’ stesse riusciremo a modificare la società”.

Nella mattinata è intervenuta anche Annamaria Arlotta, che ha parlato di come le pubblicità sessiste trasmettano il messaggio di una donna casalinga o seducente, mentre il giornalista Marco Zonetti ha precisato che” non bisogna neanche commettere l’errore di colpevolizzare la bellezza. Le donne posso essere belle e professioniste allo stesso tempo, così come possono essere madri o single, basta che siano se stesse.

Cesare Pastarini, invece, giornalista della Gazzetta di Parma, testimonia l’impegno degli uomini per le donne, che porta avanti tramite una pagina Facebook. “Cerchiamo di affiancare le donne con diverse iniziative e andiamo nelle scuole per parlare ai giovani”. Tra i relatori una poltrona, però, è rimasta vuota. Ad occuparla solo uno scialle rosso, in ricordo delle vittime dei femminicidi il cui esempio, oggi, guida i più giovani nella costruzione di una società diversa.

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